CorrSport, Marolda: "Sempre gli stessi errori, il Napoli ha un problema in più: la questione stadio ormai è chiusa"

07.08.2017
16:50
Redazione

Ciccio Marolda, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, durante la trasmissione Radio Goal. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24.it: “Sembra che il tempo si sia fermato, vedere una partita questa estate o della scorsa stagione non è cambiato nulla con una problema in più: il Napoli deve superarsi rispetto allo scorso anno e sarà complicato. Era più facile eliminare qualche problema dal centrocampo in giù, cosa che non è stata fatta nemmeno sul mercato. Espanyol? E' la prova generale per il preliminare di Champions League. Il Napoli non sa essere cattivo, affida le proprie chance al gioco. Quando si gioca con una difesa alta, un errore a centrocampo mette in difficoltà i difensori. Jorginho? Nella fase realizzativa deve migliorare, questi calciatori del Napoli come anche Zielinski possono dare di più oppure hanno dato già tutto? Questo è il punto interrogativo di questa stagione, se Jorginho è quello che abbiamo visto, è inutile aspettarsi di più. Offerta per Dybala? Stiamo in un momento in cui fa un caldo bestiale, credo davvero che si stia raggiungendo l'apice, non c'è nessun calciatore che vale tutti questi soldi. Quest'anno le valutazioni di Pogba e Higuaìn fanno ridere, è un mercato che non fa andare avanti al calcio. L'operazione sfiora i 600 milioni (ride, ndr). Il problema è il sistema non i giocatori, poi attorno a Neymar bisogna vedere i soldi che fine faranno. C'è un discorso molto largo. Se davanti a me c'è un cinese e De Laurentiis, abbraccio De Laurentiis, preferisco più una gestione più vicine alle nostre logiche. De Laurentiis ha fatto qualcosa di straordinario, dando una collocazione europea al Napoli. Poi è possibile creare un nuovo stadio con le forze di De Laurentiis. Io credo che il Napoli ha perso una grande occasione per testardaggine del club, anche da parte del Comune. Adesso non capiterà più lo stadio resterà quello, non sarà mai vero e a misura di civiltà dello spettacolo. Il San Paolo poteva essere trasformato in uno stadio accogliente".

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