30.10.2017
12:30
Redazione

Pelillo... nell'uovo - Se una regola c'è...

Il Napoli prosegue la sua marcia. Il pareggio contro l'Inter è stato soltanto un time out, confortato più dalla statistica che dal gioco espresso. Contro il Sassuolo dell'ex Cannavaro, sempre accolto con affetto dal "suo" pubblico, è stata confermata la regola del tre. I gol potevano essere, come spesso accade alla banda di Sarri, molti di più. Qualcos'altro, in realtà, poteva accadere anche ai sette e trenta di Reina. Il Sassuolo ha interpretato la gara a viso aperto ed ha avuto le sue opportunità. Il doppio turnover difensivo ha agevolato il lavoro dei coraggiosi ospiti. La scarsa intesa di Chiriches con Albiol nasconde, e non troppo, le amnesie individuali del romeno. Lo spagnolo, un baluardo fino ad ora, ha risentito della difficile settimana trascorsa tra termometro e campo, mostrando ancora una volta di essere indispensabile. Il vero Albiol e il gigante Koulibaly sono due punti fermi della difesa azzurra e quando manca uno di loro, la retroguardia perde sicurezza. La coperta è corta per poter conservare il ritmo incredibile in campionato per lungo tempo. Il segreto sta nella capacità di superare l'avversario anche quando si è costretti a concedere qualcosa a causa delle assenze forzate. È uno scatto mentale che, a tratti, sembra essere partito nella mente del gruppo di Sarri. La convinzione dei propri mezzi, unita allo spirito di sacrificio delle seconde linee, può essere la chiave per conservare la vetta. Chi subentra deve avere la stessa fame, la stessa voglia, la stessa umiltà dei titolari. Il riferimento a Zielinski e alle "punture" di Sarri degli ultimi tempi nei suoi confronti, vanno verso questa direzione. Il polacco deve diventare un centrocampista completo e imparare anche a soffrire, così come Chiriches deve conservare l'attenzione per l'intera gara. Ora la testa torna alla Champions. Il Napoli deve battere il City per rimettersi seriamente in carreggiata. Una sfida che ricorda quella di qualche anno fa. Cavani con la sua doppietta fece esplodere un San Paolo indemoniato. La squadra di Mancini era più forte di quella attuale, ma solo sulla carta. Guardiola con il suo gioco ha saputo esaltare le qualità dei singoli. Il Napoli di oggi non ha il Matador ma è avanti sotto tanti punti di vista all'undici che, in una notte, buttò fuori la ricca compagine inglese. Uno scontro tra titani del gioco del calcio che si ripete dopo la vittoria inglese dell'andata. La tradizione dice che italiane e inglesi si trovano in difficoltà lontano dalle mura amiche nei confronti diretti. Ora tocca agli azzurri... Vedremo...

Fonte : di Marcello Pelillo

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