08.10.2018
10:00
Bruno Galvan
Carlo Ancelotti

Bollito, pensionato e folle: per fortuna Ancelotti non è un pirla...

In un San Paolo ormai con la puzza sotto al naso (ieri c'erano solo 29.647 spettatori) dove non si capisce perchè, anche con prezzi popolari e mini-abbonamenti Champions, non si riesce ad avere un buon colpo d'occhio, il Napoli batte la bestia nera Sassuolo che nella gestione Sarri aveva sfilato agli azzurri in tre anni su 6 gare giocate la bellezza di 6 punti (1 sconfitta e 3 pareggi). "Ma come si fa a lasciare fuori un Insigne così?" è questa la battuta che la stragrande maggioranza di tifosi ed addetti ai lavori hanno senza indugio esclamato alla lettura della formazione scelta da Ancelotti per avere la meglio del collega De Zerbi. Ma c'è dell'altro, il nuovo allenatore azzurro ha usato il turnover (termine proibito fino a qualche tempo fa a Castel Volturno) dimostrando che l'organico non è mica poi così inadeguato per giocare gare del genere.

Tralasciando il solito appello a De Laurentiis nei momenti di stanca della gara, ieri si è concluso il primo ciclo della gestione Ancelotti. Il Napoli ha incontrato le formazioni più in forma di questo abbrivi di stagione di A e quel Liverpool finalista di Champions sfoggiando un calcio pratico, senza vittimismo e soprattutto essenziale e verticale. L'unico rammarico resta il pari di Belgrado che però è stato subito colmato con i tre punti nella seconda giornata europea. L'intercambiabilità e il coinvolgimento di tutto il gruppo è un'arma che sta spiazzando avversari e tifosi che avevano imparato a memoria, come le poesie natalize e pasquali, gli undici titolari con i relativi movimenti. 

In tanti, forse troppi ora stanno elogiando il lavoro di Carlo Ancelotti. L'uomo venuto a Napoli per sistemare suo figlio, l'uomo bollito e rincoglionito nelle prime conferenze stampa, l'uomo aziendalista e quindi nemico degli anti De Laurentiis, l'uomo abituato a vincere solo con i campioni, l'uomo che non ha un bel gioco e quindi non porterà il Napoli in alto. Potremmo continuare, ma ci fermiamo per rispetto di carlo, del suo staff e della squadra. Ancelotti ha ascoltato tutto standosene in silenzio e rispondendo sul campo. Per fortuna che lui non è un pirla...

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