02.12.2017
16:00
Pasquale Cacciola

I due obblighi di De Laurentiis e Sarri per non smettere di sognare

Senza troppi fronzoli: ieri il Napoli ha fallito il vero grande esame di maturità. C'è stata paura, imprecisione. Anche un filo impercettibile di rassegnazione, impotenza. Una caduta rumorosa, ma non tragica. Perché nonostante tutto, malgrado una bilancia mentale che ora pende più a favore dei bianconeri, nulla è assolutamente compromesso. Non lo sarebbe stato nemmeno per la Juventus in caso di -7, considerato lo spessore tecnico e caratteriale e la rimonta storica di due anni fa, non lo è ora per la squadra di Sarri che resta comunque avanti di un punto. La rete di Higuain non è quella di Zaza, dicembre non è febbraio. Tuttavia, inevitabilmente, serve una serena riflessione e un mea culpa generale in casa Napoli. Basta cullarsi sul bel gioco, stop con le grandi soddisfazioni per i record vari. Tutto giusto, assolutamente, ma conta vincere. Questa città ne ha bisogno, lo merita. E l'occasione, nonostante questo ko, resta ancora ghiotta.

Nulla è vanificato. La statistica dopo i sei scudetti piemontesi continua a pendere come una spada di Damocle sulla testa di Allegri, la qualità della rosa di Sarri resta intatta. E presto la squadra riprenderà quel ritmo feroce a cui ci ha abituato, con le zero sconfitte in nove mesi che non sono di certo un caso. Ieri, però, sono emerse due lacune su cui bisognerà lavorare: da una parte un divario mentale ancora ampio con i bianconeri, soprattutto nei match decisivi e soffocanti, dall'altra un'evidente stanchezza negli uomini chiave percepita ormai da un po'. Adesso servirà calma e pazienza, tirare i remi in barca per chiudere l'anno al meglio possibile in vista di una benedetta sosta natalizia. Poi il 2018 dovrà passare per due temi chiave: il calciomercato di gennaio da parte del presidente De Laurentiis, la gestione della rosa per quanto riguarda Maurizio Sarri.  

Il dovere di ADL 

Inutile ribadire che servono rinforzi per gennaio. L'assenza di un titano come Faouzi Ghoulam pesa un macigno, e ieri si è fatta sentire eccome. Così come incide anche la mancanza di una prima punta fisica come Arkadiusz Milik. Serviranno interventi mirati in tal senso, ma dovranno essere seri e concreti.

Non i Regini e Grassi del caso (con il massimo rispetto, sia chiaro), ma giocatori utili alla causa da subito. Inserimenti efficaci, anche a costo di un sacrificio economico che mai come adesso può valere una gloriosa pagina di storia. Ma soprattutto, questi giocatori dovranno essere consegnati al mister quanto prima. L'ideale sarebbe una tempistica alla Pavoletti, ossia un affare chiuso già a metà dicembre così da annunciarlo subito a gennaio ed averlo immediatamente a disposizione a Castel Volturno. Un esterno basso, uno alto e una prima punta: questi gli identikit. E se come vice Mertens alla fine arriverà il già acquistato Roberto Inglese, questo può dare una marcia in più per affondare il colpo sugli altri due profili. Soprattutto perché in caso di Europa League (purtroppo va considerato) servirà una rosa lunga considerando la lunghezza del torneo e l'appuntamento poco favorevole del giovedì. 

Il dovere di Sarri 

Nella sua epica avventura napoletana, il tecnico nativo di Bagnoli ha dimostrato un unico grande difetto: una gestione limitata della rosa. Una scarsa rotazione, con un'impostazione di base stile fedelissimi di Walter Mazzarri. Utilizzare di più il grande potenziale a disposizione finora accantonato: sarà questa la vera grande sfida del maestro con l'avvenire del nuovo anno. Ossia i vari Maksimovic, Diawara, Rog, Giaccherini e Ounas. Perché il calo fisico palesatosi di recente è dettato da un'usura talvolta evitabile. Non un ribaltone di volta in volta, ma un cauto e graduale inserimento che farà bene a tutti. Anche perché, ad esempio, Rog ha già mostrato il suo enorme potenziale quando chiamato in causa. Così come ieri il fantasista algerino ha portato una grande e necessaria ventata di freschezza nel finale. Non ci sarà più quell'Higuain che fa iniziare le partite sempre sull'1-0, ma resta a disposizione comunque la rosa più forte della gestione De Laurentiis. Toccherà a lui completare un capolavoro già avviato. E ora bisogna soltanto crederci, fino e in fondo. Mente e cuore, per la storia

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

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