VIDEO - Gargano: "I napoletani sono maleducati, non sanno dire 'per favore'. Lavezzi voleva picchiare Mazzarri, lo fermai io..."

04.05.2016
11:20
Redazione

Walter Gargano, ex centrocampista del Napoli attualmente ai Rayados di Monterrey, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Rg 690 La Deportiva, emittente radiofonica messicana che fa parte del Gruppo Multimedios Deportivos. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24.

Quale fu la tua prima impressione quando arrivasti a Napoli? È vero che gli italiani del Nord non amano particolarmente i partenopei?

“Ho due figli napoletani, posso dire che questa cosa è vera. Napoli è una città folle e molto caotica, unica nel suo essere. Ammiro il modo in cui vivono il calcio, anche se non condivido la loro cultura”.

A cosa ti riferisci in particolare?

“Sono insolenti, maleducati. Hanno degli atteggiamenti che qui sono al contrario. Qui la gente è molto educata, ti chiede le cose dicendo per favore, se stai cenando o pranzando aspetta il momento giusto. A Napoli, invece, in ogni momento ti assalivano gridando in dialetto “Uè, Gargà, vieni qua”, senza mai chiedere per favore. Per un calciatore è unico giocare a Napoli perchè c'è una passione immensa. Che le cose vadano bene o male, comunque non puoi uscire di casa!"

Com’è stato il tuo rapporto con Benitez?

“Non ho niente di male da dirgli, gli sono grato perché sono tornato a Napoli grazie a lui. L’Inter voleva comprarmi, ma arrivò Mazzarri e con lui non c’erano dei problemi, ma delle divergenze d’opinione. Sono cose che succedono, non c’erano problemi tattici: pensava che bastava dirmi “Devi fare così, decido io”. Ok, decidi tu, ma sono io che vado in campo. Mazzarri ha avuto problemi anche con Pocho Lavezzi. Ricordo che ci fu un giorno in cui il Pocho voleva picchiarlo e fui io a fermarlo! Se non ci fossi stato io…”.

Come mai voleva picchiarlo?

“Perché mister Mazzarri voleva avere sempre l’ultima parola, aveva un carattere particolare e noi eravamo giovani e un po’ ribelli. Ricordo che non gli piaceva nemmeno che bevessimo il mate negli spogliatoi oppure che ascoltassimo la nostra musica" 

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