09.09.2018
10:00
Bruno Galvan
Vlad Chiriches

Il chiagne e fotte a comando e la rosa XXL

La sfortuna si accanisce contro il Napoli. L'infortunio di Vlad Chiriches in nazionale non era prevedibile, ma c'è qualcuno (fenomeno da social) che non perde occasione di piangere ogni qualvolta (purtroppo) accade un grave incidente in casa Napoli puntando il dito contro De Laurentiis. Non è la prima volta che accade. Quando Milik lasciò il ginocchio in Nazionale molti hanno rimpianto Pavoletti e Duvan Zapata puntando il dito contro il presidente reo di non aver tenuto in rosa una terza prima punta che però chiedeva spazio e continuità d'utilizzo. Poi è toccato a Ghoulam ed anche qui la solita litania social di una parte di Napoli che aveva già bocciato Mario Rui arrivando fino ad imputare a De Laurentiis la mancata riconferma di Mirko Savini o Erminio Rullo. Infine identica cosa è successa subito dopo l'incidente di Vlad. Il partito del "chiagne e fotte a comando" subito si è mosso rimproverando il club di aver ceduto Tonelli, come se gli infortuni fossero eventi prevedibili. In tutto questo ci si dimentica che

Sebastiano Luperto nasce centrale e può prendere ad interim il posto del rumeno.

Il paradosso dei paradossi è che ora si potrebbe vedere finalmente all'opera Nikola Maksimovic (pagato 26 milioni), ma c'è chi ama fare polemica a prescindere contro De Laurentiis via social. In gergo si chiamano troll, ma in chiave Napoli sono quelli che se esce fuori che a Castel Volturno c'è un ciuffo d'erba alto un millimetro in più degli altri scatena crociate e chiede la testa del presidente reo di non pagare abbastanza le operazioni di giardinaggio. A De Laurentiis vanno rimproverate cose reali e prevedibili. Gli eventi imprevisti fanno parte del gioco. Ad ogni modo, per fare felice il popolo del pianto continuo e del capro espiatorio, consigliamo al presidente di fare un acquisto (così mette d'accordo tutti): un santone che possa prevedere infortuni gravi e possa far cambiare le regole sul numero dei calciatori in rosa. Tanto che ci vuole, basta piangere.

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