08.09.2018
21:15
Gaetano Pantaleo
Sebastiano Luperto con la maglia del Napoli

Si chiude una porta e si apre un portone

La carriera di un calciatore è fatta di incroci e di opportunità da cogliere al volo. Opportunità uniche, molto spesso, soprattutto quando non si parla di fenomeni assoluti ma di ragazzi di belle speranze, e che dunque devono sfruttare queste chance per evitare di finire nell’oblio. O di diventare uno dei tanti. Lo sa bene questo, probabilmente, Sebastiano Luperto, che a 22 anni, un po’ a sorpresa, si sta giocando l’occasione della vita. Provato sin dal primo giorno a Dimaro nel ruolo di terzino sinistro a causa delle assenze di Ghoulam (infortunato) e Mario Rui (alle prese con le ferie post Mondiali), lui, centrale difensivo, ha ben impressionato in quella posizione inedita, spingendo Carlo Ancelotti a chiederne la conferma in attesa del pieno recupero del laterale algerino

L’esordio stagionale è arrivato contro il Milan e, nonostante la prova convincente, l’idea della società pareva essere quella di girarlo in prestito a gennaio per dargli la possibilità di crescere. Nel frattempo, infatti, la guarigione di Ghoulam è proseguita nel migliore dei modi e ieri l’ex Saint-Etienne ha avuto il via libera dai medici per tornare ad allenarsi a pieno regime con il resto del gruppo. E questo voleva dire una sola cosa: spazio finito per Luperto. Il destino, però, sa essere testardo e, a quanto pare, aveva programmi differenti per il ragazzo. E lo ha dimostrato nella maniera più inaspettata possibile poche ore più tardi rispetto all’ufficialità del rientro in squadra effettivo dell’algerino:

gravissimo infortunio (apparentemente) al legamento crociato per Vlad Chiriches con la Nazionale rumena e nuova occasione per Luperto.

Nuova occasione

Già, perché l’“Albiol della Puglia” (così viene chiamato) è allo stato attuale delle cose il quarto centrale a disposizione di Carlo Ancelotti dietro Albiol, Koulibaly e Maksimovic e l’incastro non poteva essere migliore, dal momento che, mancino, rappresenta di fatto la naturale alternativa al centrale senegalese, che di certo non potrà giocarle tutte. Si chiude una porta (quella del terzino sinistro, ruolo a cui era stato solo adattato) e si apre un portone (visto che potrà giocare nella sua posizione ideale). Lo raccontano come un ragazzo di altri tempi, dalla schiena più che diritta, e sarà certamente il primo ad essere dispiaciuto per quanto accaduto a Chiriches, ma concediamogli un piccolo fremito lungo la schiena, una espressione inconsapevole ed inconscia del volto, che sa tanto di piccola gioia. “Un solco lungo il viso, come una specie di sorriso”, per dirla alla De Andrè. E’ pur sempre l’occasione della sua vita.

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