30.09.2018
13:00
Leonardo Vivard
Josè Maria Callejon in Juventus-Napoli

Strapotere. Allo Stadium il Napoli non ha scoperto nulla di nuovo

Poteva, o meglio, sarebbe potuto accadere qualcosa di fuori dall’ordinario. Un po' come l’anno scorso. Ma d’altronde, fosse stato normale vincere a Torino si sarebbe verificato più spesso. Insomma, il Napoli non solo non esce con le ossa rotte dalla sfida con la Juventus (per prestazione e consapevolezza), ma sostanzialmente cambia poco o nulla rispetto alle passate stagioni. Con la differenza che, probabilmente, in termini di rosa i bianconeri abbiano ancor di più aumentato il gap. Non lo scopriamo oggi, ma lo scontro diretto risulta essere una controprova. 

In sostanza, a poco sono serviti i vari Verdi, Malcuit, Younes, Fabiàn Ruiz ed un ritrovato Milik. E’ come se ad un tavolo da poker per ogni rilancio trovassimo un avversario che va all-in con una scala reale in mano. Arrivare a -4 l’anno scorso già deve essere considerato un ottimo risultato. Quando si parla di scudetto, considerando la potenza di questa Juventus, se non trattiamo di miracolo poco ci manca. 

Può accadere, di rado, che un giorno Hysaj fermi Cristiano Ronaldo. Ma se succede vuol dire che il primo è in giornata top, il secondo in giornata no. Nessun dito puntato contro l’albanese. Ma per posizioni e ruolo quel duello è divenuto l’emblema della differenza qualitativa tra le due squadre. E mentre negli altri reparti questo gap talvolta è minimo, in determinate zone di campo è sfacciatamente evidente. 

Eppure per brevi tratti di gara il Napoli di Ancelotti è riuscito a tener testa e dominare. Surclassando una Juve talvolta imbambolata, specialmente nella prima frazione. Ma o si fa qualcosa di insolito, qualcosa di oltre il normale, oppure talvolta risulta quasi una tassa da pagare il ko di Torino. 

Twitter: @LeonardoVivard