22.11.2017
17:00
Pasquale Cacciola

Che fine ha fatto... Cristian Chávez?

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

Alla ricerca degli azzurri perduti, dei volti dimenticati che a Napoli sono stati solo di passaggio o che comunque non hanno lasciato il segno. Una rubrica, in programma ogni mercoledì, che punta a ripescare bidoni e delusioni dell'era De Laurentiis in Serie A. Oggi tocca a lui: che fine ha fatto... Cristian Chávez?

Un milione e trecento mila euro per un tunnel a San Siro, poi il vuoto. O meglio: il caos. Perché il fantasista argentino, arrivato misteriosamente a Napoli nell'agosto 2011 dall'Argentina, porta solo sospetti e dicerie all'ombra del Vesuvio. Voci insistenti lo ritengono infatti nient'altro che una mazzetta per Alejandro Mazzoni per il rinnovo di Ezequiel Lavezzi, mistero che si infittisce quando poco dopo sorgono davvero problemi burocratici. Perché come risulta anche dal bilancio d'esercizio, il trasferimento dell'attaccante avviene dal Rangers de Talca dove però non ha mai militato: scatta così un'indagine in Argentina che si estenderà fino in Italia per verificare strane triangolazioni allo scopo di eludere il fisco, con un blitz della Guardia di Finanza al centro sportivo di Castel Volturno per analizzare la documentazione del trasferimento.

Per quanto riguarda il campo, nessun riscontro in 5 mesi: zero reti e due presenze per 19 minuti totali, dove si distingue appena per un grande dribbling ai danni del brasiliano Lucio (all'epoca tra i migliori difensori al mondo) nella vittoria contro l'Inter dove subentra allo scadere. Nel gennaio 2012 l'enigmatico addio lampo, col ritorno proprio al San Lorenzo. Un mistero mai risolto, scivolato rapidamente in un profondo buco nero. 

Oggi, El Negro gioca in Paraguay. Al Guaranì, la quarta squadra del Paese per titoli nazionali. Un trasferimento datato 2017, dopo essere passato anche in prestito all'Almirante Brown da giocatore del Napoli. Divise le strade, arriva l'avventura di un anno in Grecia con la maglia della PAS Giannina e il ritorno in patria in Serie B col Brown de Adrogué. A 30 anni, e con una carriera non esaltante alle spalle, potrà raccontare di aver giocato alla Scala del calcio nella squadra che fu di Diego Armando Maradonasì, il football è davvero strano. 

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