31.01.2018
17:00
Pasquale Cacciola

Che fine ha fatto... Andrea Russotto?

Alla ricerca degli azzurri perduti, dei volti dimenticati che a Napoli sono stati solo di passaggio o che comunque non hanno lasciato il segno. Una rubrica, in programma ogni mercoledì (eccezion fatta per l'ultima di mercato), che punta a ripescare bidoni e delusioni dell'era De Laurentiis in Serie A. Oggi tocca a lui: che fine ha fatto... Andrea Russotto?

Una promessa mai mantenuta, scivolata poi rapidamente nel buio. Eppure, all'epoca uno dei talenti italiani più promettenti in assoluto. Premesse e prestazioni che convincono tutti, soprattutto il Napoli che decide di puntarci con un prestito da 350 mila euro e un riscatto fissato a quasi 4 milioni di euro. 20 anni all'epoca, inserito dal mensile inglese World Soccer nella lista 50 giovani più promettenti al mondo, e la voglia di spaccare il mondo per scalare i vertici del calcio italiano. 

Tuttavia, non andrà proprio come sperato. La sacra presenza di Lavezzi, l'inesperienza e la sfortuna di essersi trovato nell'anno peggiore dell'era De Laurentiis con la staffetta Reja-Donadoni lo limiteranno non poco. Così, chiude l'annata con 17 presenze ma subentrando sempre nel finale e con zero goal all'attivo. O meglio: appena uno, ma annullato per fuorigioco passivo del Pocho. Da lì il mancato riscatto a fine stagione, il ritorno al Bellinzona e la parabola discentente con cinque esperienze senza successo tra Crotone, Livorno, Carrarese, Catanzaro, e Salerninata. 

Oggi, a 30 anni, è parte integrante del Catania in Serie C. In Sicilia dal 2015, e nel pieno della maturità, ha raggiunto il suo perfetto equilibrio diventando protagonista. Ma di quel ragazzo d'oro che splendeva agli albori, mai più notizie. Un talento sfumato, con la Serie A appena accarezzata. Addio a Napoli, con amarezza e delusione. Anche uno spavento, ricordando la rapina a mano armata con cui gli fu sotratta la sua Bmw 330 cabrio, contanti, carta di credito e cellulari. Al posto giusto ma al momento sbagliato. In campo e fuori. 

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

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