25.01.2018
17:00
Pasquale Cacciola

Che fine ha fatto... Víctor Ruiz?

Alla ricerca degli azzurri perduti, dei volti dimenticati che a Napoli sono stati solo di passaggio o che comunque non hanno lasciato il segno. Una rubrica, in programma ogni mercoledì, che punta a ripescare bidoni e delusioni dell'era De Laurentiis in Serie A. Oggi tocca a lui: che fine ha fatto... Víctor Ruiz?

Il primo spagnolo della storia della SSC Napoli, l'apripista del futuro. Una lunga trafila nell'Espanyol, poi l'occasione della una vita. Quel giovane Napoli in evoluzione ma soprattutto il calcio italiano, proprio nel momento dell'esplosione. Un treno preso a volo, a soli 21 anni. 6 milioni di euro più il cartellino di Jesus Datolo per chiudere un affare apparentemente di grande prospettiva. Un difensore mancino, pulito tecnicamente e forte fisicamente, considerato tra i migliori prospetti del calcio iberico. Ma in quel 2011, appena sei mesi più tardi, naufragheranno i sogni di tutte le parti in gioco che pensavano ad un lungo matrimonio.   

6 presenze totali per 630 minuti, poi l'addio lampo. Un feeling mai davvero nato con Walter Mazzarri, da sempre particolarmente rigido con i giovani rinforzi soprattutto se stranieri, con dei titolarissimi che davano ampie garanzie. Poi la barriera della lingua, un nuovo calcio da scoprire, l'abitudine di una difesa e qualche indecisione inevitabile agli inizi. Così a fine stagione la società coglie un'occasione intuendo la direzione: via al Valencia per 8 milioni di euro, realizzando anche una plusvalenza rispetto all'operazione precedente. 

Oggi, a 28 anni, il difensore spagnolo è una piccola bandiera del Villarreal. Titolare con un rendimento in crescendo in questi anni, fino a diventare una certezza della Liga Spagnola. Ma quella nazionale che a livello giovanile aveva solo sfiorato, non l'ha mai più ritrovata. Troppa concorrenza, forse anche troppe aspettative iniziali. Ma una cosa è certa: la sua avventura in azzurro poteva andare diversamente. E lo sa bene anche lui: "Napoli ha rappresentato un momento importante della mia vita e della mia carriera. Sono convinto che se fossi rimasto le cose sarebbero migliorate". Ed effettivamente è mancata soprattutto una cosa all'epoca: la pazienza. 

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

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