29.04.2018
12:10
Redazione

IL GIORNO DOPO... Inter-Juventus: il calcio italiano è stato mortificato! I bianconeri avranno bisogno di Orsato fino alla fine..

Il giorno dopo Inter – Juventus. E’ un giorno molto triste non solo per i tifosi del Napoli, ma anche e soprattutto per tutti gli appassionati del gioco del calcio. L’incontro di Milano, importantissimo ai fini della stagione in corso, gli ottantamila che hanno gremito S.Siro, i milioni di telespettatori incollati alla TV, la passione di dei tifosi, viene tutto mortificato ed emotivamente azzerato, da una direzione arbitrale oscena che ha finito per condizionare l’incontro e molto probabilmente l’esito finale della stagione.

Il giorno dopo Inter – Juventus. E’ difficile se non impossibile continuare a scrivere e a parlare di calcio. Inutile starsene a discorrere di una squadra bianconera ormai sulle gambe giunta alla fase finale del campionato palesemente in debito di ossigeno con tantissimi uomini chiave fermi sulle gambe. Inutile scrivere e parlare di calcio giocato all’indomani di ciò che ieri sera si è visto a Milano. Pochi minuti e si è avuta netta la sensazione che, dopo aver perso in casa contro il Napoli, gli uomini di Allegri, in un modo o nell’altro, debbano essere “accompagnati” fino alla fine. E l’operazione, iniziata già a Cagliari e Roma contro la Lazio, ieri sera è proseguita. Di questo passo, non solo smetteremo di scrivere e parlare di calcio, ma perderemo anche il gusto e lo “sfizio” di seguire questo sport.

Il giorno dopo Inter – Juventus. Distrutti nel morale dopo l’eliminazione dalla Champions, incapaci di reagire al pari del Crotone, annichiliti dal Napoli e dal colpo di testa di Koulibaly, i bianconeri sono ormai una squadra che cammina, magari anche dilaniata da non poche polemiche interne. L’unica strada per arrivare fino in fondo è quella mostrata ieri sera senza pudore e senza vergogna. Al Napoli non resta che vincerle tutte per costringerli ad avere un Orsato come amico fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato.

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Fonte : di Stefano Napolitano