01.02.2018
11:20
Redazione

Pelillo... nell'uovo - Il Napoli sfida la sorte... c'a Maronna t'accumpagna!

Il Napoli guarda al derby di Benevento con serenità, in attesa del primo impegno arduo di questa fase del torneo della prossima settimana. Il calendario torna fitto e impegnativo con l'arrivo al San Paolo della Lazio e l'andata dei sedicesimi di Europa League contro il Lipsia pochi giorni dopo. La terza della classe avrà il dente avvelenato per il pesante poker subito dagli uomini di Sarri all'Olimpico.

Il club sembra, invece, aver abbandonato ogni velleità nel torneo continentale. I mancati arrivi degli opportuni ricambi in attacco, contestuali alla partenza di Giaccherini, manifestano un disinteresse palese per la doppia competizione. Dal mercato di gennaio, che avrebbe dovuto rafforzare la rosa in vista di altre 16 gare di campionato più la coppa, il Napoli esce addirittura indebolito. Pur giocando raramente, la difesa perde in panchina Maksimovic costringendo Sarri a reintegrare Tonelli, sempre lontano dalle convocazioni rispetto al serbo. Discutibile e poco prospettico anche il prestito dell'ex granata in una realtà lontana da quella italiana come quella russa, dove fior di calciatori sono scivolati in esperienze buie.

Le grottesche situazioni di Verdi e soprattutto Younes, che hanno esposto il club ad una caduta d'immagine nell'era del marketing del calcio, pongono in posizione imbarazzante chi fa il mercato. È un Napoli che si fa specchio della sua stessa città. La squadra prima in classifica, il club dal bilancio sano che dà lezioni di calcio al paese del non gioco che nel mondo non vince più, scivola sul mercato in maniera rocambolesca e cinematografica.

È un Napoli contraddittorio, proprio come la sua città, il suo popolo, la sua gente. È un Napoli che decide di sfidare la cabala, la sorte, come da secoli accade a coloro che abitano questo luogo ricco di eccessi nel bene e nel male. Una buona dose di fortuna deve accompagnare la fantastica cavalcata azzurra verso un sogno.

Per conservare il primato, occorre prima di tutto che ai tre attaccanti non accada nulla, nemmeno una squalifica per le prossime sedici gare. Per la coppa non c'è spazio, perché fare della necessità una virtù è una dote, non un difetto dal sapore provinciale. E come da tradizione partenopea, non può mancare l'ispirazione sacra di quel vecchio modo di dire... c'a a Maronna t'accumpagna!

Fonte : di Marcello Pelillo per CalcioNapoli24