Lo Monaco: "Su Mertens un peccato di leggerezza di Spalletti ma ci tengo a ricordare un detto"

25.05.2022
05:00
Redazione

Intervista a lo Monaco

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pietro Lo Monaco, ex dirigente, tra le tante, di Palermo e Catania. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Ha vinto la squadra migliore? "Sì, certamente quella che ha avuto più regolarità, che non si è persa d'animo. Non la più forte, ma la più regolare e costante".

Chi era più forte del Milan? "Inter e Napoli certamente. L'Inter l'ha buttato via a Bologna il campionato. Per il Napoli è stato davvero un autentico peccato, perché chissà quando ricapiterà una stagione così. Ma faccio i complimenti al Milan, scudetto meritatissimo".

Grande lavoro del suo collega Maldini "Faccio grandi complimenti anche a Massara, grande conoscenza calcistica e lavoro impeccabile. Maldini è un grande uomo di calcio".

Qual è stato il segreto del Milan? "Si rifà tutto a quello che ho detto in tante circostanze: è l'abitudine a vincere. Quando tu hai una squadra di buoni giocatori e aggiungi calciatori abituati a vincere, questi trasmettono la mentalità agli altri. Mi soffermo su Ibrahimovic, ha giocato poco quest'anno ma è stato fondamentale. Io anni fa vidi il Milan quando era in ritiro a Dubai: vidi Gattuso e Ibrahimovic in allenamento

ed era un 'massacro'. Al Napoli probabilmente servivano questi giocatori, costano tanto talvolta ma ti fanno vincere".

Però è stato bravo Pioli a gestire un personaggio molto ingombrante come Ibrahimovic. Forse Spalletti avrebbe fatto più fatica "Per Spalletti forse è un po' più difficile (ride, ndr), fa parte del suo carattere ma non è che sia una colpa. Chi ha avuto Maradona che avrebbe dovuto fare? Quando hai un giocatore che ti trascina poi ti adegui perché sai che ti porta al successo".

Su Mertens e il poco spazio in stagione "È un giocatore meraviglioso. Quanti gol ha fatto quest'anno? 11? Rendetevi conto, per di più giocando a singhiozzo. Io credo che avrebbe dovuto giocare di più, specialmente considerando che ha bisogno di accelerazioni e di guizzi. È un giocatore che sa indirizzare le partite e lo farei giocare sempre. Un peccato di leggerezza di Spalletti forse. Però ci tengo anche a dire che, come si dice dalle mie parti, "i problemi della pentola li conosce solo il cucchiaio che gira" quindi Spalletti avrà avuto sicuramente le sue buone motivazioni".

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