Nuovo fuorigioco, UEFA e Federcalcio britanniche contrarie alla proposta della FIFA
La discussione sul nuovo fuorigioco si infiamma: la FIFA spinge per una rivoluzione, ma UEFA e federazioni britanniche frenano. Al centro del dibattito c’è la cosiddetta Regola Wenger, che propone la reintroduzione del concetto di “luce” tra ultimo difendente e attaccante, ma che al momento non raccoglie i voti necessari all’IFAB per essere approvata.
Regola Wenger, compromessi e resistenze
L’ex allenatore dell’Arsenal, Arsène Wenger, oggi responsabile dello sviluppo globale del calcio per la FIFA, guida il progetto che mira a modificare le attuali interpretazioni del fuorigioco. L’idea è chiara: considerare in gioco l’attaccante che si trova oltre l’ultimo difensore ma lasciando maggiore margine alle letture arbitrali. Tuttavia, secondo il quotidiano The Times, UEFA e federazioni britanniche, in particolare la Football Association inglese, sono contrarie. Temono che il concetto di luce spinga le difese più indietro, rendendo le partite più chiuse e meno spettacolari.
Ogni federazione britannica ha un voto all’IFAB, mentre la FIFA ne possiede quattro: servono sei voti per approvare una modifica. Per questo, la volontà della FIFA non basta. La ricerca di un compromesso potrebbe passare dall’idea di considerare fuorigioco solo il busto del calciatore oltre l’ultimo difensore, escludendo gambe, piedi e testa. La FIFA, invece, non vede di buon occhio le tolleranze di pochi centimetri come quelle adottate nella Premier League, dove il sistema semi-automatico concede 5 cm agli attaccanti per fuorigiochi minimi.
L’introduzione della regola, comunque, non avverrà prima dei Mondiali 2026, poiché servirebbe un periodo di sperimentazione approvato dall’IFAB. Anche Victor Montagliani, vicepresidente FIFA e presidente CONCACAF, e David Elleray, ex arbitro inglese e direttore tecnico IFAB, hanno sottolineato la necessità di equilibrio tra spettacolo e correttezza, suggerendo soluzioni di compromesso come quella del busto.
Il dibattito è dunque aperto: tra innovazione tecnologica, tutela dello spettacolo e resistenze storiche, il fuorigioco potrebbe cambiare, ma solo dopo un lungo negoziato internazionale.