Lorenzo Insigne

Asciuga le lacrime, il Napoli ha bisogno di te...

21.01.2021
11:35
Riccardo Catapano

Insigne, rigore e lacrime in Supercoppa: ma è davvero sempre e solo colpa de capitano del Napoli?

Notizie Napoli calcio. "Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore". Cantava così Francesco De Gregori nella sua famosissima "Leva calcistica della classe '68": un tema sempre attuale quello degli errori dal dischetto, che ieri sera ha colpito anche Lorenzo Insigne

Insigne

Insigne, rigore e lacrime

Il capitano del Napoli ha fallito clamorosamente l'occasione di pareggiare la sfida, calciando sul fondo il pallone che al minuto 80' si era trasformato in un macigno: da lì in poi c'è stato spazio solo per lo sconforto, culminato con le lacrime finali di chi è consapevole di aver gettato al vento la grande chance di poter essere l'eroe della serata. 

Ma il peggio per Insigne era solo all'inizio, perchè immancabili sono arrivate le critiche da parte di chi non aspetta altro per puntare il dito contro il talento napoletano: una situazione che (suo malgrado) fin troppe volte si è ripetuta, come confermato dallo stesso scugnizzo di Frattamaggiore. A nulla sono servite le parole di conforto di De Laurentiis, Gattuso e compagni per consolare Insigne: il capitano azzurro non riesce a darsi pace e probabilmente ci vorrà ancora del tempo per metabolizzare lo sconforto. 

E' davvero sempre colpa di Insigne?

Ma l'errore di Insigne dal dischetto è davvero il motivo unico della sconfitta del Napoli? Se vogliamo essere onesti bisogna analizzare in maniera più approfondita la serata di Reggio Emilia: una gara brutta da vedere, con la squadra di Gattuso che ha provato a replicare il piano tattico della finale della scorsa Coppa Italia. Un compito rispettato solo a metà, con un secondo tempo troppo remissivo dal punto di vista dell'aggressività nella metà campo bianconera: al resto ci hanno pensato un prodigioso Szczesny, la carambola di Ronaldo ed appunto il penalty di Insigne. 

Sarebbe quindi poco veritiero riassumere tutto con l'episodio del rigore, anche se la gara di Lorenzo è stata sottotono

in generale (al pari di numerosi altri compagni). Il motivo? C'è chi dice pressione e chi invece non manca di sottolineare il grande lavoro in fase di non possesso di Insigne, poi pagato in attacco con scarsa lucidità. Forse la verità è nel mezzo, perchè il dato statistico contro la Juventus (terzo rigore sbagliato) non può essere solo un caso: la fragilità emotiva di Insigne non è un mistero (lo dimostrano le sue lacrime, anche questa non è la prima volta), soprattutto se ad attaccarti di continuo sono coloro che dovrebbero proteggerti e coccolarti come un fratello. Non è un caso che dal dischetto l'attaccante ha uno score di 22 centri su 26 dagli undici metri. Numeri alla mano, insomma, ha una percentuale realizzativa contro le altre squadre del 95% e dello 0% invece contro i bianconeri, ovvero contro i rivali storici (forse perchè proprio da napoletano sente ancora di più la pressione e la responsabilità). 

Troppo spesso ci si dimentica inoltre delle prestazioni di Insigne, avendo il brutto vizio di segnare con la matita rossa i suoi errori: solamente citando i numeri stagionali, il capitano azzurro è già a quota 9 gol in stagione in Serie A (su 14 presenze, eguagliato il record dell'intero campionato scorso), ai quali aggiunge anche 3 assist. Praticamente in ogni partita è decisivo con almeno un gol o un assist, senza considerare il grandissimo lavoro in fase di copertura (è l'attaccante che recupera più palloni in Serie A) che ormai da anni svolge sull'out mancino: gli errori possono capitare a chiunque, ma da lì a farne il capro espiatorio per ogni male ce ne passa. 

Essere profeta in patria, specialmente a Napoli, è missione quasi impossibile ma per riuscirci bisogna avere delle spalle enormi: Insigne a tratti ha dimostrato di averle (non sempre purtroppo), ma ancora non può e non deve bastare. Si diventa leader (carismatici e non solo tecnici) solo reagendo prontamente alle difficoltà: caro Lorenzo è arrivato di momento di asciugare (asciugarci) le lacrime e voltare subito pagina. "Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia" cantava De Gregori: nulla è perduto, c'è ancora una stagione da scrivere e nella quale essere protagonista...

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