IL CONFRONTO - Napoli-Lipsia, Sarri contro Hasenhüttl: sfida a colpi di tattiche...

13.02.2018
21:00
Simone Scala

Dopo l'eliminazione dalla Champions League, Napoli e Lipsia, si ritrovano ai sedicesimi di finale di Europa League da avversarie. Stimoli e concentrazione

Dopo l'eliminazione dalla Champions League, Napoli e Lipsia, si ritrovano ai sedicesimi di finale di Europa League da avversarie. Stimoli e concentrazione sono dalla parte dei tedeschi, in quanto in Bundesliga la capolista Bayern Monaco li ha distanziati di ben diciotto punti. A differenza degli azzurri che lottano per lo scudetto contro la rivale di sempre: la Juventus. La rosa corta dei partenopei condiziona la scelta di prediligere una competizione a discapito di un'altra. Nonostante questo, sarà Sarri contro Hasenhüttl, 4-3-3 contro 4-4-2, per 180 minuti a colpi di tattiche sfrenate per conquistare il pass per gli ottavi.

LA FASE OFFENSIVA - Cinquantaquattro reti azzurre contro le trentacinque tedesche. Statistiche alla mano Sarri batte di gran lunga Hasenhüttl. Da tre anni a questa parte la fase conclusiva del Napoli è stata elogiata in tutta Italia e non solo. Complimenti anche dall'estero e da illustri allenatori come Pep Guardiola. Il punto di forza è il possesso palla che viene accompagnato dagli innumerevoli movimenti dei giocatori. Gli esterni offensivi, di solito Insigne e Callejon, convergono verso l'interno per garantire la corsia libera ai terzini. Mertens si muove fra i due centrali difensivi per impedirgli di uscire in pressione sull'attaccante esterno. La finalizzazione azzurra si basa su due principali modalità: la prima è con cross provenienti dagli esterni con l'attaccante centrale che attacca il primo palo. La seconda è sfruttare i tagli interni degli attaccanti che si liberano dai difensori per trovarsi soli contro il portiere avversario. Inoltre gli attaccanti azzurri sono bravi ad attaccare la profondità, quindi capaci di sfruttare al meglio le palle filtranti dei centrocampisti. 
A differenza di Sarri, Hasenhüttl predilige il lancio lungo dalle retrovie sulle due punte centrali (Werner e Poulsen) che si allargano per arrviare al cross in area di rigore. In fase di possesso palla la manovra inizia dal mediano che si abbassa in modo da favorire l’avanzamento dei terzini. Anche in questo caso l'azione si sviluppa sulle corsie esterne per sfruttare la fisicità di Poulsen o i dribbling ubriacanti di Werner.

LA FASE DIFENSIVA - Più spesso criticata negli anni passati ma ampiamente migliorata da Sarri nello scorso ritiro a Dimaro. In 23 giornate di Serie A il Napoli ha subito soltanto 15 reti, infatti è la miglior difesa del campionato insieme a quella della Juventus. Il forte pressing dei centrocampisti azzurri obbliga gli avversari a non gestire nei migliori dei modi il pallone. Inoltre difesa e centrocampo hanno la capacità di restare stretti e corti, l’elastico difensivo funziona alla perfezione. Un'altra caratteristica è il saper mantenere i quattro difensori in linea e molto alti, questo fa sì che gli avversari più volte si trovano in fuorigioco.   
Il Lipsia di Hasenhüttl, in fase difensiva, si schiera col 4-3-3 e non sempre molto ordinato. Il pressing asfissiante parte dalle due punte centrali, alle quali si aggiunge il centrocampista più avanzato. Alle loro spalle si formano due linee che rimangono compatte verso il centro del campo, chiudendo gli spazi centrali di sviluppo avversario e costringendo ad allargare il gioco dove successivamente verrà portato un raddoppio della marcatura, costringendo così l’avversario all’errore e favorendo il recupero veloce del possesso.

(contribuzione da assoanalisti.it)

di Simone Scala (Twitter: @SimoneScala17)

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