Se c’è un condominio scudetto, ad oggi il Napoli ha l’attico

26.09.2021
23:45
Claudio Russo

C’è stato un momento in cui è stata in discussione non la vittoria, ma il pensiero che il Napoli potesse non vincere la partita contro il Cagliari? Francamente, no. Non è che in pochi giorni potesse cambiare qualcosa dalla Sampdoria al Cagliari, a maggior ragione contro una squadra che rinuncia ad attaccare dal primo minuto e preferisce ingolfare il centrocampo - con risultati utili fino ad un certo punto. Sono bastati una verticalizzazione di Anguissa, uno scarto laterale di Zielinski, un attacco prepotente di Osimhen sul primo palo, per mettere a tacere la squadra di Mazzarri.

Se la fotografia del match è nel duello impari tra la forza della gioventù di Osimhen e l’età che avanza e nei modi rudi di Godin nel cercare di marcarlo, il solco tracciato dalla squadra è sempre quello di un gruppo consapevole di ciò che è in grado di fare -contro avversari sì di livello inferiore - e capace di farlo con una leggerezza mentale notevole e da ricalibrare.

Ebbene sì, c’è qualcosa che non è piaciuto e che si può limare: la leziosità venuta fuori dopo il 2-0, la voglia di voler entrare con il pallone in porta a tutti i costi, come a voler certificare con il bollino di qualità la superiorità di tutta la partita. Un po’ troppo estroversi i subentrati negli ultimi minuti, come se sentissero l’esigenza di dover dimostrare qualcosa per forza: non c’era il bisogno, il contributo che possono dare lo conosciamo noi come lo conosce Spalletti.

Se c’è un condominio per lo scudetto, ad oggi il Napoli ha l’attico - perchè la prima posizione in solitaria è un attico, al netto di quanto detto da Spalletti in conferenza stampa - ed un bel panorama davanti: sarà importante, e curioso, capire in caso di maltempo se gli azzurri decideranno di sfidarlo all'aperto sulla terrazza dell’ultimo piano, oppure coprendosi scendendo un po’ più in basso.

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