ESCLUSIVA - Napolitano: "Le mie notti a tavola con Maradona e mia madre ad imboccarlo. Quel ricordo di Diego al centro Paradiso..."

17.03.2015
20:00
Redazione

di Marco Galiero
Twitter: @GalieroM



Era il Napoli dei grandi campioni, quello degli anni '80-'90. Il Napoli della 'Magica' operosità di Maradona, Giordano e Careca. Ma non solo: era il Napoli competitivo in ogni settore, anche in quello giovanile. La Primavera era considerata il futuro della società e, pertanto, sui giovani si puntava il massimo. In quegli anni, al centro Paradiso si allenava anche Ugo Napolitano. La nostra redazione l'ha contattato per conoscere alcuni dettagli e retroscena su quel Napoli così avvincente:

 

Che ricordo ha del centro Paradiso? "Siamo cresciuti in quel centro. Ho avuto una grossa opportunità perchè sono stato il primo ad essere convocato in prima squadra quando c'era Maradona. Vedere una struttura che va verso la fine in quel modo fa male. Lì dentro c'è la nostra storia. La maggior parte dei giocatori del Napoli è cresciuta in quel centro, bisognava rispettare la storia di un Napoli campione. Adesso è tutto abbandonato e sono molto dispiaciuto".

Maradona - "Una persona solare, aiutava tutti. E' impossibile parlare male di Diego. Una persona che si metteva a disposizione con tutti. Vi voglio raccontare di quando lo invitai a cena a casa mia: mangiava di tutto, quella sera ci siamo alzati da tavola alle tre del mattino. Abbiamo fatto una tavolata enorme. Era il primo a divertirsi, un ragazzo che veniva dalla strada e che sapeva apprezzare i piccoli gesti. E' ovvio che era sempre al centro dell'attenzione, quella sera io stesso ero emozionato ad averlo al mio fianco. Con lui c'era suo fratello minore, all'epoca era poco più di un bambino. Durante la cena, mia madre gli fece assaggiare una sua specialità e lo imboccò personalmente, come si vede dalla foto. I miei genitori gli volevano un gran bene, era sempre il benvenuto a casa mia. Mio padre, ancora oggi, conserva gelosamente ogni foto con Maradona, non le dà mai a nessuno. Neanche a me". 

Napoli - "Il mio sangue è azzurro. Non potrei mai dimenticare quanto mi ha dato questa società. Ancora oggi, sono tifosissimo".

Primavera - "Ci sono troppi stranieri. Non esiste, è un sistema sbagliato. Ci lamentiamo che in Nazionale non ci sono giovani di talento. Ti posso garantire che ci sono tantissimi giovani italiani bravissimi, ma non vengono presi in considerazione. Non gli si dà un'opportunità: non è giusto. Questo mi fa rabbia".

Grava - "Sta cercando di valorizzare i giovani napoletani, un gran bel lavoro. A Napoli è dura, nel calcio come in qualsiasi altri ambienti. In tanti cercando di mettergli il bastone tra le ruote, ma lui continua a svolgere un buon lavoro".

San Paolo - Bisogna rendersi conto del fatto che prima non c'erano le Pay tv, adesso sì: per questo si vendono meno biglietti. Se piove, fa freddo, i tifosi preferiscono stare a casa. Solo le partite importanti possono muovere qualche tifoso in più, parlo di gare come quelle di Champions, Europa League, o contro la Juventus. A mio parere, al Napoli urge una ristrutturazione dello stadio, è impensabile trasferire la squadra in un'altra struttura. La storia del Napoli è al San Paolo, lì ha giocato il calciatore più forte di tutti i tempi".

 

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