SSC Napoli, l'ex DG Taveggia: "Corbelli mi scelse tramite Braida, ma dovetti scontrarmi con il doppio gioco di Moggi. De Canio? Non una bella persona, vi racconto due sue sceneggiate..." [ESCLUSIVA]

22.05.2020
19:00
Bruno Galvan

Paolo Taveggia in esclusiva a CalcioNapoli24

Ultimissime Napoli - Paolo Taveggia è stato uno dei pilastri del Milan di Berlusconi che vinse praticamente tutto tra Europa ed Italia con Sacchi e Capello. Non molti lo ricordano, ma fu anche il direttore generale del Napoli (anche se per pochi mesi) nell'annata 2001-02 quando gli azzurri erano in serie B. 

Come nacque la possibilità di poter diventare DG del Napoli?

"Ero a Milano ed avevo appena finito di organizzare la finale di Champions tra Bayern e Valencia. Dopo qualche mese, mi chiama Braida dicendomi che il suo amico Corbelli aveva preso il Napoli e gli avrebbe fatto piacere se gli avrei potuto dare una mano al nuovo socio di Ferlaino. C'è però un antefatto divertente, non l'ho mai raccontato..."

Prego...

"All'epoca collaboravo alla provincia di Milano con Cesare Cadeo che era assessore, gli stavo dando una mano per l'Idroscalo ed altre situazioni. Avevo contatti con la nota marca d'abbigliamento Fila che poi divenne sponsor proprio dell'Idroscalo. Quel marchio faceva parte del gruppo allargato della famiglia Agnelli. Un dirigente della Fila, questo accade pochi giorni prima che mi sentissi con Corbelli, mi dice che Cimminelli era in pratica un loro uomo ed aveva bisogno di un DG. Il destino volle che lo stesso giorno dovessi incontrarmi prima con il patron torinese e poi a Napoli con il duo Ferlaino-Corbelli. Mi reco a Torino e trovo Cimminelli in compagnia con uno della Fiat, in mano aveva il contratto pronto che mi obbligava a firmare. Gli risposi di aspettare un giorno perché stesso in giornata dovevo essere a Napoli per un'altra proposta e non mi sembrava corretto far saltare tutto poche ore prima con gli altri due presidenti. Evidenziai comunque che, per motivi familiari e logistici, Torino sarebbe stata una soluzione ideale rispetto agli azzurri. Ci lasciamo così e vado all'aeroporto di Caselle per imbarcarmi verso Napoli. Mentre aspetto l'aereo chiamo Luciano Moggi"

Non un nome qualsiasi insomma...

"Non era un mio amico, ma gli chiesi un suo parere su questa doppia offerta Torino-Napoli. Lui senza battere ciglio mi fa: "Sei pazzo, ma vai a Torino!". Arrivo a Napoli e Corbelli mi dice che all'incontro non ci sarà Ferlaino perché aveva parlato con Moggi il quale gli aveva detto che non andavo bene per ricoprire l'incarico dirigenziale in società. Informai Corbelli che mi ero visto con il Torino. Il giorno dopo mi chiama il dirigente della Fila che creò il contatto con Cimminelli dicendomi: "Il presidente si è sentito con Moggi, gli ha detto di non prenderti". L'operazione Moggi era andata a buon fine. Così decisi di accordarmi con i partenopei"

Il tuo impatto con la realtà napoletana

"Mi accolgono tutti simpaticamente, anche se poi con il tempo ho capito che Corbelli era più interessato al Palazzo Davalos della famiglia Ferlaino piuttosto alle azioni della SSC Napoli. Il primo giorno fu qualcosa di spettacolare, arrivo a Soccavo alle 9,30. Vedo tutte le auto dei dipendenti parcheggiate ed ovviamente penso siano già tutti a lavorare. Entro negli uffici e trovo il deserto, rimasi perplesso non tanto per l'orario o l'assenza ma piuttosto mi chiesi dove erano

finiti visto che le loro autovetture stavano tutte fuori (ride ndr)! Apro la sala riunioni e me li ritrovo tutti lì a darmi il benvenuto con caffè, dolci ed altro: fu un'accoglienza unica. Un altro aneddoto divertente fu quando il giornale Roma lanciò l'iniziativa di fare una rima con il mio cognome. Venne Carlo Iuliano da me dicendomi: "Direttore, guardi che hanno lanciato questa cosa". Scoppiai a ridere, poi chiamai il giornale dicendogli: "Posso partecipare anch'io con una rima? E' dall'età di 5 anni che mi dicono Taveggia-scorreggia, mica me la prendo"" 

Non fu un periodo facile

"Ogni giorno c'era una scritta sul cancello azzurro di Soccavo. Presi un ultras che stazionava sempre fuori e che il pomeriggio ci portava anche i gelati, gli dissi: "Tu sai chi si diverte a scrivere sul cancello quotidianamente. Non sto dicendo che sei tu, ma facciamo una cosa: ti compro la vernice per scrivere ciò che vuoi la mattina e poi il pomeriggio lo ridipingi d'azzurro"

Non avevi un grande feeling con De Canio

"Non è una bella persona. Durante un allenamento a Soccavo diretto dal suo vice, lo beccai negli spogliatoi a giocare a carte con Moriero. Andiamo in ritiro a Brusson e nel primo giorno di ritiro mi bussa in camera e mi prega di dargli la possibilità di andare via perchè secondo lui non si poteva più lavorare. Poi, non ricordo se in una gara di Coppa Italia, lui prima e dopo la partita negli spogliatoi fa un'altra scenata del genere urlandomi: "Vai da Ferlaino, vai da Corbelli e digli che voglio andarmene!". Cercai di calmarlo in tutti i modi. Quando andai dal presidente a far presente che De Canio voleva lasciare, il mister fa una conferenza stampa dandomi del bugiardo"

Perchè scegliesti di lasciare?

"Capii che le cose non si potevano cambiare. Corbelli voleva che il Napoli diventasse una sorta di Milan del Sud come organizzazione e non solo, ma gli feci presente tutte le problematiche che rendevano complicato questo desiderio. In più non avevo voglia di fare un'altra guerra interna sul fronte De Canio. Fu così che maturai l'addio, consigliai di fare lo stesso a Corbelli dicendogli che quell'ambiente non faceva per lui. Comandava Ferlaino. Colsi al volo l'incarico di DG del Consorzio di San Siro per andare"

Napoli però ti resta ancora dentro

"Ho ricordi stupendi di persone straordinarie. Un giorno un impiegato arriva nel mio ufficio facendomi: "Direttore, ci sono due tifosi che vogliono parlarti". Scendo giù, erano due da cinema con una simpatia unica. Mi dicono essere dei Tiger in Tribuna e che volevano tipo 2.000 biglietti da destinare ai bambini di famiglie con difficoltà economiche. Gli do il via libera senza problemi. La domenica vado allo stadio e vedo mezza tribuna alzarsi in piedi acclamandomi: era la parte dei Tiger! Successivamente, tramite altri giri, venni a sapere che il gruppo era di circa 200 persone gli altri erano 'portoghesi'! Fu divertente come cosa anche perché mi ringraziarono per questo gesto. I napoletani sono davvero eccezionali, solo vivendo in quella realtà puoi capire quanto siano speciali e davvero con un grande cuore"

RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie Calcio Napoli