Coco: "De Laurentiis avrebbe dovuto annunciare il ritiro non in radio. Non mi aspettavo un Ancelotti così. Gattuso a Napoli? Ottimo allenatore"

23.11.2019
05:00
Redazione

Il momento del Napoli, quello del Milan, Ancelotti, Pioli, Gattuso, Mancini, la Nazionale, Ibra e Balotelli: sono stati tanti i temi toccati da Francesco Coco in esclusiva su gonfialarete.com. Appena rientrato da un viaggio in Cina dove “Ho partecipato a un evento in beneficenza. C’erano tanti ex campioni come Ronaldinho, Giuly, Zambrotta e Denilson. Mi fa piacere ogni tanto poter dare il mio contributo per raccogliere fondi da destinare ai meno fortunati”. Certo, se poi la compagnia è di questo livello, il piacere raddoppia.

Qui a Napoli, però, per la testa ci sono altri pensieri. Si aspettava un Ancelotti così in difficoltà dopo un anno e mezzo alla guida degli azzurri?

“Sinceramente no e sfido chiunque a pensare che Ancelotti potesse scivolare così lontano dalla vetta. Parliamoci chiaro, in carriera Ancelotti ha sbagliato davvero poco. Ha un curriculum che parla da solo. Non so onestamente cosa possa essere successo. Sia l’anno scorso sia nella stagione in corso le partenze sono state positive. Ho visto che all’inizio ha voluto percorrere la strada tracciata da Sarri e i risultati non sono stati deludenti. Anche quest’anno l’avvio è stato positivo. Non dimentichiamo che il Napoli ha battuto il Liverpool campione d’Europa. Poi la luce si è spenta. Da fuori è difficile capire i motivi di questa flessione. E’ possibile che si sia rotto qualcosa all’interno dello spogliatoio”.

A proposito, le è mai capitato in carriera di interrompere un ritiro come hanno fatto i giocatori del Napoli?

“No, mai. Però credo che in questa vicenda tutti si siano macchiati di qualche errore. Ho saputo che il presidente Aurelio De Laurentiis, che stimo per aver riportato il Napoli ai livelli raggiunti in passato soltanto con Maradona, ha comunicato la decisione di andare in ritiro solo attraverso i giornali. Se avesse scelto un altro metodo di comunicazione, la squadra avrebbe accettato di andare in ritiro con meno tensione. Però, una volta accettata la decisione, interrompere il ritiro è stata una mossa sbagliata. Al di là di tutto, adesso è il caso di ricompattarsi”.

Eppure si parla di multe salate e addirittura della possibilità di portare i giocatori in tribunale per chiedere il risarcimento per i danni di immagine…

“Auspico invece un confronto tra dirigenza, staff e calciatori. In questi casi bisogna guardarsi negli occhi e ritrovare unità di intenti. Ho giocato in tanti club importanti e spesso mi è capitato di vivere momenti del genere. Se ne esce fuori soltanto con il lavoro”.

Però, intanto, lo scudetto si allontana sempre di più…

“Capisco le aspettative dei tifosi, ma nessun club al mondo ha l’obbligo di vincere. Il Napoli e l’Inter hanno l’ossessione dello scudetto, la Juve, che è ancora la più forte, quella della Champions. Ma alla fine è sempre una sola squadra a tagliare il traguardo. Il Napoli è arrivato ai massimi livelli in Italia ed è una realtà consolidata in Europa. Prima o poi, continuando per questa squadra, arriveranno anche i titoli. Basta avere pazienza”.

Tra i nomi per il dopo Ancelotti c’è anche quello di Gattuso, secondo lei è l’uomo giusto per una piazza esigente come quella di Napoli?

“Gattuso ha già dimostrato di essere un ottimo allenatore. Da quello che so, è capace di instaurare un bel rapporto con i calciatori. L’anno scorso è arrivato a un punto dalla qualificazione in Champions nonostante non avesse avuto a disposizione una rosa così competitiva. Gli auguro il meglio. Per quanto riguarda la possibilità di approdare

a Napoli, penso che è sempre il campo il giudice supremo. Vale per tutti, anche per Guardiola“.

Il Napoli potrebbe stare meglio. Il Milan, invece, che momento sta vivendo?

“Nelle ultime settimane al Milan ha regnato la confusione. Però, con l’arrivo di Pioli le cose non possono che migliorare. Pioli è un allenatore esperto, che sa sfruttare al massimo il materiale umano a sua disposizione. E’ un equilibratore. Però, come nel caso di Juve, Inter e Napoli, anche il Milan è schiacciato dalle pressioni. Ogni anno tutti invocano il ritorno in Champions. Ma, si tratta di un traguardo raggiungibile soltanto creando una struttura adeguata. Il Milan ha costruito una squadra giovane. Col tempo riuscirà a tornare nell’Europa che conta, ma bisogna procedere con un passo alla volta”.

Sorpreso dall’impatto di Mancini sulla panchina della Nazionale?

“No, assolutamente. Il Mancio è sempre stato un leader sia da calciatore sia da allenatore. Il record delle dieci vittorie di fila è un’iniezione di fiducia in vista dei prossimi Europei. L’Italia li affronterà contando sulla Nazionale più forte degli ultimi 8 anni. Calciatori come Zaniolo, Barella, Sensi, Insigne, Chiesa, Donnarumma e Meret saranno il futuro dell’Italia. Mancini è riuscito a creare un gruppo dotato di grande qualità. La Nazionale è destinata a crescere ancora. Ne sono felice”.

A proposito di crescita, purtroppo quella di Balotelli non si è mai portata a compimento…

“Sono profondamente addolorato di questo. Mario ha un talento incredibile. Non conosco i motivi per i quali ogni tanto commette errori che ne pregiudicano la carriera. Per saperlo, bisognerebbe conoscere a fondo la sua storia. Io sono sempre stato un suo ammiratore. Avevo intuito le sue qualità già quando Balotelli giocava nella Primavera dell’Inter. Purtroppo varie vicissitudini ci hanno privato della possibilità di ammirare un fenomeno. Peccato. Vederlo fare la differenza soltanto a sprazzi, mette tanta tristezza”.

Ibrahimovic, invece, di smettere non ne vuole proprio sapere. Si dice che sia in contatto con Milan, Bologna e Napoli. Dove lo vedrebbe meglio?

“Al Milan. Ibrahimovic adora Milano e conosce alla perfezione il club rossonero, con cui ha già giocato e vinto. Credo che l’Ibrahimovic rossonero sia stato il più competitivo di sempre. Anche adesso è un fuoriclasse. E’ perfettamente integro e cura il fisico con una cura maniacale proprio come Cristiano Ronaldo. Credo che Ibra possa dare al Milan la spinta giusta per provare l’assalto alla qualificazione in Champions”.

Tre anni fa è nata la ‘Francesco Coco Academy’, a che punto è la crescita del progetto?

“Sono felice del lavoro svolto finora. Le affiliazioni stanno aumentando (come la Scuola Calcio Atripalda di Andrea Gerardo e la San Giuseppe Afragola di Clemente Silvestro e soci ndr) e grazie a professionisti seri e preparati come Sasà Varriale, la crescita dei nostri ragazzi procede a gonfie vele. Mercoledì ci sarà un’amichevole contro i 2007 della Roma. Bruno Conti ci ha chiesto di poterci incontrare. Siamo felici di questo, così come siamo soddisfatti dei risultati ottenuti a Napoli. Considero la Campania come il Brasile del Sud, un’incredibile miniera di talenti. Io sono un ragazzo del Meridione e mi fa piacere poter dare una chance ai bambini, soprattutto a quelli che vivono in realtà più complicate. Non bisogna dimenticare che Messi e Cristiano Ronaldo, prima di diventare quello che sono, sono stati dei ragazzini che andavano seguiti con cura. Ed è proprio quello che voglio fare con gli allievi della mia academy. A breve apriremo un centro polisportivo a Milano, abbiamo ancora tanti progetti in cantiere con la speranza di poter aiutare i ragazzi nel modo migliore possibile”.

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