De Laurentiis: "No a Lavezzi! Gabbiadini investimento per il futuro, altri rinforzi in estate. Benitez? Spero resti, il progetto andrà avanti con o senza di lui. Sul nuovo stadio..."
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha rilasciato un'intervista a "Il Mattino" a tutto campo: dai due trofei del 2014 alle sfide da vincere nel 2015. Naturalmente, il patron azzurro non poteva non affrontare la questione relativa al San Paolo e alla polemica con De Magistria: "Dal Comune solo ritardi e colpi bassi. Ho un piano ma ci vogliono tre anni".
Sul futuro di Rafa Benitez: "Il suo contratto era di due anni. Mi auguro che voglia restare perché dare continuità ad un progetto tecnico o societario è la soluzione migliore. Sapremo tutto tra qualche mese".
Una questione legata anche a quella del mercato: "Vedremo tra gennaio e giugno cosa fare in altri reparti, come difesa o centrocampo. Abbiamo soddisfatto le richieste di Benitez, ora valuteremo, anche perché bisogna capire se Rafa resta: comprare ora significherebbe ridurre il budget estivo per impostare magari il discorso con un altro allenatore".
Il presidente chiude ad un ritorno di Lavezzi: "E a che servirebbe? Siamo copertissimi in attacco, tra un paio di mesi rientra anche Insigne. Si dimentiche che Lavezzi ha uno stipendio di 4,5 milioni netti all'anno e che soprattutto è stato lui a voler lasciare il Napoli: lo decise nel 2011 e noi gli chiedemmo di restare ancora un anno, nel 2012 è passato al Paris St. Germain. A volte i procuratori dei calciatori si divertono a tirare fuori il nostro nome, ma noi non c'entriamo né con Lavezzi né con Balotelli"
Sull'eliminazione in Champions League: "Una forte delusione e un danno economico valutabile in una decina di milioni. Abbiamo affrontato l'Athletic Bilbao che non aveva rappresentanti ai Mondiali mentre il Napoli ne aveva avuti ben sedici: la differenza di preparazione era notevole, non può esserci la controprova, ma se avessimo trovato una squadra nelle nostre stesse condizioni avremmo probabilmente superato il turno".
Ritornando ai proclami estivi, De Laurentiis ammette: "Un errore che mi riconosco è aver detto durante il ritiro di Dimaro che avremmo vinto lo scudetto. Sulla razionalità del presidente è prevalsa la passione del tifoso: mi sono lasciato prendere la mano. Non è così semplice vincere, perchè se si parla di scudetto è come se si escludessero squadre come Juve, Roma, le milanesi. L'obiettivo del Napoli è essere competitivi sempre. Prima o poi lo scudetto arriverà, ma non perché arriveranno uno o due giocatori. Si vince quando c'è un fronte unico composto da squadra, società e tifosi. Lo scudetto ci sarà quando l'ambiente sarà maturo".
L'intervista integrale sarà disponibile sull'edizione odierna del quotidiano.