
Oliva: "Scudetto? Ci credo, Conte caratterialmente è come me!"
Patrizio Oliva, ex pugile, ha rilasciato un'intervista a Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli, ecco quanto diffuso tramite comunicato stampa:
"Solo noi persone conosciute possiamo fare qualcosa per la città di Napoli. Faccio parte di un'associazione, si chiama 'Mille culure', dove includiamo i bambini e li togliamo dalla strada. Combatto il degrado che da tanti anni attanaglia Napoli. Vedo giovani che perdono la luce della ragione, ci si accoltella per nulla. C'è la mancanza della famiglia. Oggi i giovani non hanno emozioni, ho parlato con poliziotti che mi dicono 'non discutere mai con un tredicenne perchè spesso hanno un coltello in tasca'. Conte come Oliva? A livello caratteriale siamo uguali, anche io da allenatore ho il suo stesso atteggiamento. Lui è un grande trascinatore, poi è un tecnico strepitoso, tatticamente non ha rivali. Però mi piace il suo modo di approcciare con i suoi atleti.
Scudetto? Ci credo nonostante l'Inter stia dimostrando di essere uno squadrone. Ci ha penalizzato il fatto di perdere punti con squadre alla nostra portata come Como ed Udinese. Mantenere la tensione nervosa per un intero campionato non è facile. Te lo dice uno che quando saliva sul ring era consapevole di andare in contro anche alla morte. C'è paura, ma la paura ti aiuta a stare attento, quando suonava il gong le paure scomparivano. Da bambino sognavo di diventare campione del mondo e quando lo sono diventato ho ripensato a quelle scene. Coi miei genitori ho sempre avuto un rapporto di grande affetto, poi ho perso un fratello di 15 anni per un tumore. Mio padre diventò un ubriacone e scatenava la sua ira su mia mamma. Non so quante notti son rimasto sveglio con la paura che uccidesse mia mamma. Ho sempre combattuto per mio fratello, quando son diventato campione del mondo ho pensato di aver fatto tutto ciò che potessi fare. Il degrado dei giovani è da anni sotto la lente d'ingrandimento. Oggi i ragazzi sono affascinati dai social dove emerge che la strada più facile è quella del successo. Dobbiamo formare giovani forti, giovani che sappiano accettare le proprie difficoltà e trasformarle in punti di forza. Quando vado nei carceri minorili mi rendo conto che non c'è ragazzo che abbia superato la terza media. Oggi i genitori devono parlare di più coi figli, invece li lasciano da soli. Quando andavo in palestra a piedi la criminalità si avvicinava e mi chiedeva di unirmi a loro, non gli ho mai dato retta.
Droga? Le comunità aiutano, tutti i ragazzi che ci lavorano sono ex tossico dipendenti. L'errore si fa quando si fa la prima 'tirata', lì distruggi te stesso e la tua famiglia. Fare a botte con qualcuno? Mi è successo solo una volta. Ero al Bar Daniele al Vomero, avevo appena vinto le Olimpiadi e fui aggredito da uno che scommise con gli amici che mi avrebbe picchiato. Io partì subito e gli diedi un colpo e lo stesi. Vi dico in anteprima che ho preso accordi con la RAI per fare un film sulla mia vita, andrà in onda su RAI 1".