Pagotto: "Il Napoli potrebbe avere un rimpianto in futuro, può solo avere una speranza"

26.03.2025
19:00
Redazione

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Angelo Pagotto, allenatore ed ex portiere di Napoli e Milan. Di seguito, un estratto dell'intervista. 

Dove l’ha portata, il suo lavoro, in questo periodo? 

"Sto frequentando un corso molto interessante a Coverciano per allenatori dei portieri. Inoltre, in questa occasione, siamo andati a visitare il centro sportivo di Vinovo, dove si allena il settore giovanile della Juventus. È stata una bella esperienza. Ovviamente si lavora per migliorare. Abbiamo visto anche con la Nazionale italiana che bisogna partire dai giovani per fare in modo che le prossime generazioni siano all'altezza delle Nazionali del passato, bisogna studiare molto perché il calcio si sta evolvendo rapidamente. Noi italiani dobbiamo darci una svegliata, perché all'estero i metodi e i sistemi di allenamento sono migliorati notevolmente. Facciamo fatica a competere con le altre nazioni. Dovremmo prendere esempio dalla Germania: dopo una grande delusione all'Europeo, hanno cambiato radicalmente il loro sistema calcistico e, nel giro di dieci anni, sono tornati ai vertici del calcio europeo." 

La Nazionale, considerando i singoli giocatori, non ha molto da invidiare agli altri. Penso a Donnarumma, Buongiorno, Bastoni e Calafiori in difesa, a Barella a centrocampo, e in attacco c'è stata l'esplosione di Moise Kean. Crede che manchino gli uomini o il problema sia altrove? 

"No, non è un problema di uomini. Nell’ultimo anno e mezzo sono emersi diversi giocatori di talento. Ora bisogna riuscire a metterli insieme e creare una Nazionale all'altezza del nome Italia." 

Giacomo Raspadori è riuscito a segnare e ha offerto due buone prestazioni contro la Germania. Tuttavia, sembra destinato alla panchina contro il Milan per il ritorno di Neres ed il conseguente passaggio al 4-3-3. È d'accordo con questa possibile decisione di Conte? 

"Conte è un allenatore di grande esperienza. Vede i giocatori allenarsi ogni giorno e conosce meglio di chiunque altro il loro stato di forma. Se decide di far partire Raspadori dalla panchina, avrà sicuramente un motivo valido. Probabilmente pensa di potersi giocare la carta nel secondo tempo. Ipotizzo un ritorno al 4-3-3 dal primo minuto, con l'inserimento di Raspadori a gara in corso, può essere un’arma in più. La partita dura 90 minuti e avere un giocatore come lui da inserire nella ripresa può fare la differenza." 

Passiamo al Milan. Cosa è successo ai rossoneri quest’anno? 

"Ci sono tante problematiche. Quando una società non è presente quotidianamente nella vita della squadra, si rischia di disperdere energie e di non avere chiara la situazione. Prima, con Maldini, c'era un riferimento costante: era l'uomo immagine del Milan e riusciva a risolvere qualsiasi problema. Ora manca un punto di riferimento e si vedono i risultati." 

Domenica sera ci sarà Napoli-Milan. Il Napoli cerca il rilancio dopo qualche passo falso in ottica scudetto, mentre il Milan vuole tenere viva la speranza Champions. Chi arriva meglio a questa sfida? 

"Entrambe le squadre devono dare il massimo perché nessuna delle due può permettersi un passo falso. Il Napoli ha avuto un calo fisiologico, e secondo me a gennaio si è indebolito con la cessione di Kvaratskhelia. Nonostante ciò, Conte sta facendo un lavoro straordinario, un miracolo sportivo, mantenendo la squadra a pochi punti dal primo posto. Il campionato è ancora lungo e saprà gestire le forze. Il Milan, invece, è una squadra imprevedibile. Nella Supercoppa ha dimostrato di poter offrire grandi prestazioni. Il Maradona è uno stadio importante, quindi mi aspetto una partita molto equilibrata." 

Ha citato Kvaratskhelia. Secondo lei, cosa ha spinto il Napoli a cederlo senza avere un sostituto pronto? 

“Quando un giocatore vuole andare via, trattenerlo controvoglia non serve a nulla. Il Napoli ha fatto bene a lasciarlo andare, perché sarebbe rimasto con il malcontento, rischiando di creare problemi nello spogliatoio. Non credo che il club volesse venderlo, ma il ragazzo ha fatto una scelta di vita trasferendosi a Parigi. Ora bisogna guardare avanti." 

Un’altra scelta particolare del Napoli a gennaio è stata il prestito di Elia Caprile al Cagliari. Il Cagliari ha un diritto di riscatto: sarebbe un rimpianto per il Napoli perderlo a titolo definitivo? 

"Sì, sarebbe un rimpianto. Non conosco i dettagli del contratto, ma se il Cagliari ha un diritto di riscatto, allora la situazione si complica. In questo caso, l'unica speranza per il Napoli sarebbe che il Cagliari non avesse la forza economica di riscattarlo, perché così Caprile potrebbe tornare in azzurro. È un portiere su cui credo molto e penso che possa essere il futuro del Napoli, ha tutte le qualità per diventare il portiere titolare del Napoli in futuro. Ha tutte le caratteristiche del portiere moderno: è bravo con i piedi, ha grande personalità e nonostante la giovane età dimostra sicurezza. Spero davvero che possa tornare al Napoli." 

Notizie Calcio Napoli