
Politano: "Mi piace dormire e ascoltare tanta musica: Gigi D'Alessio il top! Napoli mi ha fatto realizzare i sogni più belli, la amo. Da ragazzo aiutavo papà in officina e con mia figlia..."
Matteo Politano è stato protagonista della rubrica della SSC Napoli
Ultime notizie Napoli - Matteo Politano, attaccante del Napoli, è il protagonista di Drive&Talk, il nuovo podcast della SSC Napoli. Ed in venticinque minuti di intervista si racconta a 360 gradi.
Intervista Politano
L'attaccante del Napoli Matteo Politano si racconta a 360 gradi, nel viaggio verso l’SSC Napoli Konami Training Center raccontandoci le sue abitudini mattutine, l’esperienza in officina con papà Gigi e il fratellone Andrea ed altri racconti inediti sulla sua vita.
"La mattina mi sveglio, apro le finestre e c'è il mare. Una grande vista, tutti i giorni vivo una bella emozione. La parte più bella è la sera, guardare le luci. E' bello. Vesuvio? Un gigante buono che ci osserva.
La mia mattina?
Un po' di fatica a svegliarmi, mi piace dormire. Mi sveglio, mi lavo, mi vesto, caffè e parto per il campo. Un viaggio lungo. Una sola sveglia, che suona e mi alzo subito. Non c'è tanto traffico, i ragazzi sono già a scuola.
Musica?
"Sento un po' musica italiana. Parto da una canzone, poi fa tutto da solo lo stereo. Parto da una canzone napoletana. Sono da vecchio stampo più che musica nuova. Sto ascoltando Geolier, la canzone di Sanremo. L'ho conosciuto alla festa scudetto, ogni tanto scambiamo qualche messaggio su Instagram. Poi sono appassionato di Gigi D'Alessio, sin da piccolo".
Prima macchina?
"La 500 quando ho preso la patente. I nuovi patentati dovevano stare sotto ad un certo numero di cavalli, avevo la 500 bianca. Ho preso la patente un po' più tardi. Non mi piaceva tanto l'idea di avere la macchina. Non ci pensavo ai 18 anni, poi l'ho presa a Perugia, a 19 anni".
Carriera?
"Primi 18 anni a Roma, poi sono andato a Perugia in serie C e dopo un anno sono tornato a Roma in quanto ero in prestito. Sono andato due anni a Pescara e sono arrivato in Serie A".
Giocare nella Roma?
"Il destino ti porta a fare delle scelte. Magari dovevo venire qui e la scelta è stata la migliore. Arrivato qui sono successe cose belle, ho vinto la coppa Italia, l'Europeo, lo Scudetto e sono diventato anche papà".
Hai realizzato la vittoria dello scudetto?
"Quando incontri gente per strada si, quando parli con amici fuori dal calcio. Si vede che sono felici di quello che abbiamo fatto. Tra le emozioni più belle. Peccato non aver fatto il triplete, vincendo la Supercoppa. Da ragazzo, quando andavo allo stadio, prendevo qualche bandiera o me le facevo dare da un amico, sono la mia passione".
Sogno da bambino?
"Quello del calciatore è sempre stato un sogno, la passione. Ho dedicato la mia vita al calcio, poi ti porta a fare delle scelte, delle rinunce, ma è sempre stata la priorità ma fare il meccanico con papà non mi dispiaceva. Quando non giocavo, andavo a lavorare con lui".

Interviene il fratello Andrea:
"In officina faceva i danni. Veniva ogni tanto, montava le gomme e prendeva le mance. Gonfiava più che altro il pallone. Aneddoto? Sono il fratello più grande, sono protettivo. Era un bambino timido, un po' come adesso. Rimasto umile, non ha mai pensato ai soldi e pensando solo a giocare".
Politano:
"Mia mamma spinse un allenatore a farmi provare visto che ero sempre attaccato ai videogiochi e non sono più uscito dal campo. Papà non amante del calcio, guarda solo me, era sempre a lavoro ma ci ha sempre spinto, a me e mio fratello, ad andare a giocare. Mia sorella? Lavora in una clinica privata, è più grande di me. I miei genitori sono stati molto contenti dello scudetto vinto, l'hanno vissuto con me. Per la Salernitana avevo persone a casa, sono venute tutti i parenti da Roma. Un bordello...".
Io papà?
"Una bella responsabilità, quando torni a casa ti regala un sorriso. E' spesso con la mamma ma cerchiamo di farla crescere nel migliore dei modi. E' una bambina tenera, sono felice del percorso che sta facendo. Non le manca niente e, anche se stiamo lontani, sente tutti i giorni l'affetto. Sono un papà che le permette tutto, poi è molto furba. Quando sono con lei giochiamo sempre, tutto il giorno. Al parco o nella cameretta, abbiamo tanti giochi da fare".
"Sono un ragazzo semplice che sta bene con tutti. Sono permaloso zero e mi piace ridere e scherzare con tutti. Mi piace stare in compagnia anche a casa o andare a cena dalla famiglia della mia fidanzata. Bello vedersi ogni giorno, sempre al massimo. Bisogna vivere al 100% ogni giorno della tua vita".
Macchine?
"Mio fratello è molto appassionato, avrebbe cambiato una macchina ogni mese. F1? Sono andato a vederla 3-4 volte".
Napoli, che ti lascia?
"Sono innamorato di Napoli perchè amo il mare. La città è bella, vado in centro ed è abbastanza vicino. Poi quando hai un giorno libero, te la godi girandoci, mentre in altre città devi cambiare aria. Prendi macchina, barca, hai la costiera. I posti da visitare sono tanti. Dopo 4 anni ancora non l'ho vista tutta".
