Chelsea, la FIFA respinge il ricorso contro il blocco del mercato: "Siamo sbalorditi"

08.03.2019
17:20
Redazione

Il Comitato d’appello della Fifa ha respinto il ricorso presentato dal Chelsea sul blocco di due sessioni di calciomercato, non concedendo una sospensiva in attesa dell’appello.

Il club di Roman Abramovich potrebbe ora chiedere alla Corte arbitrale dello sport di Losanna (Tas) di concedere un’ordinanza provvisoria, che consentirebbe ai giocatori di poter firmare fuori stagione.

I ‘Blues’ sono stati giudicati colpevoli di avere infranto la normativa sui trasferimenti internazionali dei giocatori minorenni, per questo condannati a una multa di 600 mila franchi svizzeri e al blocco del mercato fino a tutto gennaio 2020.

Il club inglese ha reagito alla notizia con un duro comunicato: “Il Chelsea è sbalordito dalla decisione della Commissione d’appello della FIFA di non sospendere la sua sanzione in attesa del completamento del processo di appello”, si legge nella nota.


"Il club ha agito in conformità con i regolamenti pertinenti e ha già notificato alla FIFA la propria intenzione di ricorrere contro la decisione e la sanzione della Commissione disciplinare. Per quanto riguarda l'equità procedurale e l'uguaglianza di trattamento, oltre alla legge svizzera, il diritto del Club a un processo di ricorso deve essere garantito, prima che qualsiasi sanzione irrinunciabile abbia effetto".

"Per quanto riguarda il Club, in tutti i precedenti casi in cui è stato imposto un divieto di acquisti da parte della FIFA, è stata anche presa la decisione di sospendere la sanzione fino al completamento del processo di appello. In questo caso, il Chelsea ritiene di essere trattato in modo incoerente rispetto ad altri club europei".

"Considereremo i nostri prossimi passi una volta che avremo ricevuto le motivazioni scritte di questa decisione dalla FIFA. Il Club prende atto della dichiarazione della Commissione di Appello secondo cui ha il diritto di appellarsi al TAS. Nel frattempo il Club continuerà a cooperare pienamente".

Fonte : Calcio e Finanza
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