Corbo: "Dal mercato al codice etico: 7 condizioni per il rilancio del club"

02.06.2015
11:00
Redazione

L'ultima cena nella spettrale atmosfera dello stadio segna la fine di una stagione, di un ciclo, della più ostinata illusione. De Laurentiis osservava le facce di un fallimento, muto e occhi lucidi. Già pensava di partire, aveva Emery nei suoi pensieri in disordine. Pronto a partire. Benitez aveva già la prenotazione per il volo privato. Napoli-Madrid, stessa rotta ma aereo-taxi diversi. Il calcio brucia soldi, cherosene e amicizie con la stessa velocità di un jet privato. I due erano divisi dal 28 agosto: tornavano dal 3-1 di Bilbao. Seduti accanto, ma non si fidavano più l’uno dell’altro, De Laurentiis deluso perché si era aggrappato alla bravura internazionale del tecnico, Benitez perché il Napoli non aveva più acquistato giocatori presso la bottega dell’amico-agente Quillon. Che significa Emery nei piani del Napoli? Tutto quello che non rappresenta Mihajlovic, una figura cioè usurata dal precoce annuncio e dal timore che sia un segnale di resa. Emery gioca con il 4-2-3-1 ma lo aggiusta in corsa. Flessibilità che non avevano Mazzarri e Benitez. Si spiegano i primi tempi ingarbugliati del Napoli. Chiunque venga ad allenare, le condizioni per un rilancio sono sette. 1) Un personaggio autorevole in società che discuta sul piano tecnico senza particolari riguardi con presidente e allenatore. De Laurentiis non trascuri le cifre: negli ultimi due anni ha investito in cartellini 55 milioni più della Juve, che ha 24 punti in più e ha vinto due scudetti. Bigon non è stato uomo di raccordo fra i vari settori, gli acquisti di Donadel, Inler e Jorginho fanno ancora discutere nel rapporto prezzo-rendimento. 2) Il pasticcio dei portieri pesa sulla stagione. Giusto che venga Reina, meglio se saprà scegliersi le giuste amicizie. 3) Un codice etico. Chi viene deve sottostare a regole monastiche. Magari sono solo voci false, ma se ne sentono troppe. 4) Chiarezza sul caso Zuniga, disoccupato da 3,5 milioni l’anno in partenza per la Coppa America. 5) Lancio di giovani, se davvero bravi: siamo sicuri che i napoletani in giro per l’Italia siano più scarsi di Vargas e Chavez? 6) Acquisti di giocatori compatibili con il modulo. 7) Scelta netta su Higuain. Ha mercato solo in Inghilterra. Classe pari ai languori. Il centravanti argentino è la prima pietra della ricostruzione, se il nuovo tecnico è d’accordo.

Fonte : Repubblica
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