"Fece crollare un pezzo di curva", Maiellaro ricorda Maradona: "In un Napoli-Bari non si capacitava come non fossi io il rigorista! La battuta all'ennesimo fallo di Terracenere fu geniale" [ESCLUSIVA]

02.12.2020
15:35
Bruno Galvan

Maiellaro racconta Maradona

Ultime notizie Napoli - Pietro Maiellaro è stato certamente uno dei numeri dieci più forti del calcio di provincia. Le sue magie hanno illuminato piazze calde del Sud come Taranto, Bari, Avellino, Palermo, Benevento e tante altre. Nella sua Puglia trovò la consacrazione calcistica tanto da essere ribattezzato "Maradona del Tavoliere" per le sue giocate da autentico funambolo. La sua amicizia con Maradona nacque sul campo in una gara di Coppa Italia tra il Napoli ed il Taranto. Da lì in poi il legame diventò molto solido soprattutto quando Pietro si trasferì al Bari: "Già nella gara di Coppa quando ero a Taranto avevo ammirato Diego, rimasi incantato. Feci molto bene in quella partita e ricordo che già mi fece i primi complimenti al fischio finale".

La prima sfida in serie A  tra di voi fu nel campionato 1989-90. Il match di andata terminò 1-1

"Quella partita la ricordo bene perchè al pari siglato da Carnevale su magia di Maradona crollò una parte della curva del nostro vecchio stadio che si chiamava 'Stadio della vittoria'. L'entusiasmo dei tifosi napoletani fece venire giù quel pezzo dell'impianto sportivo fatto in cemento, ci furono anche una ventina di feriti. Diego fece una rovesciata pazzesca che trovò libero Andrea (Carnevale ndr) sul secondo palo. Una cosa semplice diciamo (ride ndr)"

In quel Bari, il marcatore fisso di Maradona era Terracenere...

"La maractura era molto arcigna. Dopo un fallo, l'ennesimo subito da Diego da parte di Terracenere, mi avvicno a quest'ultimo facendogli l'occhiolino e simulando un rimprovero gli dico: "E basta a menarlo così tanto!". Maradona si rialza e guardandomi dice: "Pietro, non ti preoccupare...Lui mena me ed io meno lui". In campo non l'ho mai visto protestare nonostante subisse interventi che oggi sarebbero da rosso. Era un campione anche in questo"

Nel 1990-91 c'è un altro aneddoto che ti vide protagonista con Maradona

"Si giocava Napoli-Bari. Per noi sbagliò il rigore Joao Paulo ed a fine primo tempo stavo accingendomi a scendere le scalette

del San Paolo che portavano agli spogliatoi. Ero molto arrabbiato perchè meritavamo di chiudere in vantaggio quella prima frazione di gioco. All'improvviso sento Diego che mi chiama "Pietro, Pietro!". Non faccio a tempo a girarmi che sento il suo abbraccio da dietro. Dopo mi fa: "Ma perchè non l'hai tirato tu il rigore? Dovevi tirarlo tu!". Gli risposi che erano disposizioni tecniche, non potevo farci niente. Calcisticamente ero innamorato di Maradona, è stato il mio idolo. Ho provato ad emulare, quando giocavamo al San Nicola con le altre squadre, il gesto di carica che era solito usare nel sottopassaggio prima di entrare sul campo"

Cosa provavi quando i tifosi ti cantavano il coro di Diego cambiandolo in "Sai perchè mi batte il corazon, ho visto Maiellaro"

"Iniziarono prima i tifosi del Taranto poi quelli del Bari. Era soltanto motivo di orgoglio per me se pensavo che il più grande di tutti veniva osannato così. Ancora oggi, quando vedo vecchi ultras, me lo cantano ancora"

Raccontaci quando eravate ad Empoli ed andaste a vedere Maradona in un Fiorentina-Napoli

"Dovevamo giocare lì la domenica ed il sabato c'erano gli azzurri a Firenze. Andammo io e quasi tutto il Bari. Diego non giocò dall'inizio. Quando si alzò dalla panchina nell'intervallo e si mise a palleggiare come sapeva fare lui, tutto il Franchi rimase estasiato. Di solito all'intervallo uno si alza per andare a prendersi un caffè o altro, in quella occasione nessuno si alzò per goderselo. Fu uno spettacolo"

E' vero che ti vuolva portare al Napoli?

"Confermo, aveva visto in me il suo sostituto quando non si sentiva al top per giocare. Sarebbe stato soltanto un onore per me, avrei fatto anche il mediano pur di condividere con lui il campo"

Vabbè quindi avrai sicuramente la sua 10...

"Invece no! Chi lo marcava si prenotava subito ed io che giocavo davanti arrivavo sempre tardi e restavo fregato. In compenso ho la 9 di Careca grazie all'amicizia tra lui Joao Paulo, entrambi sono di Campinas. Quella maglia poi l'ho spedita in Cina a Nachino per fare un regalo ad un amico che fa il tassista lì" 

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