Leopoldo Luque, neurochirurgo di Maradona

Maradona, 8 persone accusate di omicidio! Ecco tutti i nomi, Diego morì con un mix di farmaci, alcool e droghe

23.06.2022
14:00
Redazione

Otto persone tra medici e infermieri rinviate a giudizio con l'accusa di omicidio per la morte di Diego Armando Maradona

Ultime notizie. Oggi il Mattino di Napoli fa il punto sul processo giudiziario ai danni delle otto persone accusate di essere responsabili della morte di Diego Armando Maradona, scomparso il 25 novembre 2020 in un appartamento di San Andres di Tigre, non lontano da Buenos Aires. 

Il Tribunale di San Isidoro, presieduto dal giudice Orlando Diaz, ha rinviato a giudizio otto persone, tra medici e infermieri, accusati di omicidio semplice con dolo eventuale, un reato che in Argentina può essere punito con una pena fino a 25 anni di carcere. Secondo le informazioni raccolte dalla magistratura, gli otto responsabili erano consapevoli che il loro operato avrebbe potuto condurre Maradona alla morte e adesso andranno tutti a processo.

Morte Maradona, otto persone rinviate a giudizio

Maradona

Le otto persone rinviate a giudizio sono:

  1. Leopoldo Luque, neurochirurgo di Maradona
  2. Agustina Cosachov, la psichiatra
  3. Carlos Dìaz, lo psicologo
  4. Nancy Forlini, coordinatrice delle cure domiciliari
  5. Mariano Perroni
    , coordinatore degli infermieri
  6. Ricardo Omar Almiròn, infermiere
  7. Dahiana Gisela Madrid, infermiera
  8. Pedro Di Spagna, medico

Tutti dovranno rispondere del reato di omicidio, ma il processo non inizierà prima del 2023, quando è prevista la prossima udienza. In particolare, Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, rispettivamente il neurochirurgo e la psichiatra di Maradona, furono coloro che decisero i farmaci da somministrare a Maradona dopo l'operazione al cervello. E fu proprio il mix di farmaci, alcool e marijuana a causare la morte di Diego, mentre lui non era in pieno possesso delle facoltà mentali.

Maradona

"Peraltro - scrive Il Mattino - i responsabili della clinica Los Olivos dove venne operato al cervello avevano suggerito il ricovero presso altra struttura ma Gianinna Maradona decise di trasferire il padre a Tigre con il consenso di Luque, che l'11 novembre, due settimane prima della morte, firmò l'atto di dimissione". Il resto della vicenda è storia nota: chi doveva sorvegliare Maradona 24 ore su 24 lo abbandonò invece al suo destino, fornendogli un'assistenza inefficiente e irregolare. Ora gli otto indagati si accusano a vicenda.

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