Pelillo... nell'uovo - Ancelotti, la vetrina e l'occasione della svolta...

28.11.2019
13:45
Redazione

Un punto inatteso dall'ambiente intero dopo le vicissitudini delle ultime settimane. Il Napoli ha ritrovato grinta, amalgama, unità d'intenti e quadratura tattica nello stadio più difficile d'Europa. Messo nuovamente in difficoltà il Liverpool campione del carismatico Klopp e, stavolta, nel suo stadio. Anfield è un tempio per chi ama questo sport, una tana dalla quale è difficile uscire sani e salvi, soprattutto da due anni a questa parte. Il destino potrebbe concedere al Napoli di ripartire proprio da dove era cominciato tutto. La doppia sfida ai Reds e in mezzo una parentesi tutta da dimenticare di questa strana annata azzurra. Tuttavia, è ancora presto per considerare lontana la crisi che ha travolto gli uomini di Ancelotti. Novanta minuti, pur valorizzati dalla forza dell'avversario e dallo scenario, non possono ancora ritenere il Napoli fuori dal tunnel. La vetrina - È opportuno osservare che la squadra ha sempre mostrato grinta e determinazione nelle gare di coppa. La Champions è una vetrina stimolante per i calciatori e Anfield è quella che si affaccia su una delle strade più lussuose... Scendere in campo a Liverpool senza motivazioni appare davvero lontano dalla realtà, a prescindere dai problemi che possono sorgere al di fuori del terreno di gioco. Tuttavia, il risultato positivo e la buona prestazione possono essere un punto dal quale ripartire, ma la squadra deve dimostrare in campionato, a partire dalla gara con il Bologna, di aver ritrovato grinta, determinazione, voglia di vincere. La sorpresa - A Liverpool sono arrivate puntuali le problematiche degli azzurri tant'é che Jurgen Klopp, durante la conferenza della vigilia, ha trovato anche il tempo di giudicare implicitamente anacronistica la scelta del ritiro del Napoli. I

Reds sono apparsi sorpresi dalla compattezza ritrovata degli azzurri e mai nel primo tempo hanno alzato, come da consuetudine, il ritmo di gara. I campioni d'Europa non credevano, probabilmente, di trovarsi di fronte un avversario tosto e desideroso di misurarsi al meglio. È stata necessaria la strigliata del tecnico tedesco nell'intervallo per vedere il solito Liverpool arrembante. Rispetto dei ruoli - Grinta e determinazione su tutto, ma il Napoli è stato anche capace di stare in campo sotto il profilo tattico. Il dato che è emerso è stata l'assenza di fenomeni sperimentali che avevano reso irriconoscibile Carlo Ancelotti in questa esperienza partenopea. Ad Anfield tutti erano al proprio posto. Di Lorenzo agiva qualche metro più avanti ma, avendo il Napoli preparato una gara difensiva, i suoi compiti tattici sono stati ben lontani da quelli di un'ala. Stesso discorso per Lozano che, rispetto ad altre occasioni, si è scambiato spesso la posizione con il compagno Mertens non occupando, di fatto, il ruolo di prima punta. Ancelotti, infatti, ha scelto la tattica delle ripartenze schierando due seconde punte che si scambiavano le posizioni e aggredivano la profondità. Non è un caso, probabilmente, che una squadra schierata senza calciatori fuori ruolo abbia ritrovato la compattezza e l'equilibrio tattico. Per questo motivo, su tutti, Anfield rappresenta l'occasione per Carlo Ancelotti per rilanciare la stagione. Il tecnico ha in mano il punto di svolta. Mettere al bando esperimenti e forzature tattiche può essere, a partire dalla sfida con il Bologna, la strada per usare Liverpool come leva in grado di spingere il Napoli definitivamente fuori dalla crisi. Occorre, però, l'umiltà mostrata in Inghilterra da parte dei calciatori e del tecnico... Vedremo...

Fonte : Marcello Pelillo per CalcioNapoli24.it
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