Pelillo... nell'uovo - La confusione dei ruoli: Gattuso non allena il Napoli, ma la sua idea di calcio

14.01.2021
13:50
Redazione

Pelillo...nell'uovo sulla gara con l'Empoli

Napoli Calcio - Non era attesa sofferenza anche in coppa contro l'Empoli, squadra che milita in serie B. Si passa ai quarti rischiando grosso, come a Udine qualche giorno prima. È pur vero che in questo turno infrasettimanale hanno sofferto anche le altre. È un calcio un po' diverso all'epoca del Covid e le condizioni non sono le migliori per scendere in campo ogni tre giorni. Tuttavia, questo fattore non deve nascondere le problematiche tattiche che si trascinano da mesi. Contro l'Empoli, imbottito di giovani riserve, il Napoli è stato capace di soffrire a centrocampo, specie quando ha inserito Fabian in posizione ormai sempre equivoca. La difesa non ha filtro davanti, ormai sembra l'unica osservazione che mette davvero tutti d'accordo, tranne Gattuso. Per certi versi, questa squadra ricorda quella di Benitez per il modo di stare in campo. Il tecnico spagnolo considerava intoccabile il 4-2-3-1. Va detto che quella squadra aveva un attacco molto più concreto. Higuain e Callejon vedevano la porta, così come Hamsik a supporto. Il gioco rischioso di Benitez era, in parte, equilibrato dalla capacità realizzativa che invece oggi non c'è. Il Napoli suda e si affanna anche per fare gol, non solo per rincorrere gli avversari che ripartono quando davanti alla difesa rimane solo Bakayoko a fare filtro. Si insiste a rischiare pur di portare avanti quell'idea tattica. È come se Gattuso stesse allenando la sua idea di calcio e non il Napoli. Il che è anche giusto, ma se il tutto è confortato dai risultati. L'allenatore è un professionista, è sempre sul mercato, ed è giusto che faccia il suo lavoro cercando di mettere in campo le proprie idee. Ma se i risultati non arrivano per insistere con determinate idee, si è proprio sicuri che stia svolgendo il suo compito? In fondo un allenatore non è altro che un collaboratore a tempo di un club con il compito di ottenere il massimo possibile dalla rosa che ha a disposizione. Negli ultimi tempi, invece, nel calcio sembrano essersi confusi i ruoli cosicché gli allenatori hanno il compito di raggiungere i risultati esclusivamente attraverso le proprie idee. E se la rosa non è adeguata per quelle idee, cosa si fa? Nel caso del Napoli si rischiano ripartenze e risultati al di sotto delle possibilità come accaduto con Az, Sassuolo, Torino e Spezia? Sembra che nel Napoli non vi sia una figura in grado di fare da cuscinetto tra la proprietà e l'allenatore che magari, sotto una forma rispettosa del ruolo, faccia capire all'allenatore che forse, quella determinata idea, può fare più danni che altro, ma non perché sia errata, semplicemente perché non è adatta alla rosa. Sembra superfluo tutto ciò ma non è così perché gli allenatori spesso si innamorano delle proprie idee tattiche e cercano di portarle avanti anche al punto di non vedere ciò che, invece, è ben chiaro... Vedremo...

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