Alibi, populismo ed una bugia...

07.12.2015
10:45
Bruno Galvan

di Bruno Galvan. Twitter: (@BrunoGalvan85)

Il giorno dopo la sconfitta di Bologna, c'è qualcuno che punta il dito solo contro Mazzoleni dimenticando gli errori commessi dalla squadra azzurra al Dall'Ara. Fare titoli a sensazione per demagogia e prendere consensi, usando solo l'arbitro bergamasco come capro espiatorio non ha senso e non frutta nessuna crescita. Vero, Mazzoleni non ha precedenti positivi con il Napoli, ma se Higuain avesse messo a segno il 2-1 su assist di Hamsik ad inizio ripresa siamo sicuri che oggi qualcuno addirittura proponesse una petizione per non far designare più il fischietto orobico quando c'è il Napoli? Se noi giornalisti dobbiamo fare i tifosi, allora si strappi la tessera dell'Ordine per dare spazio a quella da stadio.

Tralasciando Mazzoleni, il Napoli non è in crisi atletica e di gioco. Il report post Dall'Ara parlano chiaro: 60% di possesso palla, 12 tiri totali, 8 occasioni gol, 1 palo e 7 calci d'angolo. Se questi sono numeri da squadra in debito d'ossigeno significa non dire la verità. La squadra corre, come sempre, ma ieri l'ha fatto male. C'era troppa distanza tra i reparti, una rarità del dogma Sarri, e poi si era troppo lenti nel giro palla e nelle verticalizzazioni. La fotografia della gara azzurra sta nella distanza percorsa da Jorginho e Ghoulam. Il regista brasiliano ha percorso 11.56 km, ma ha toccato palloni nella sua metà campo senza mai produrre gioco e soffrendo la fisicità del mastino Diawara. Stesso discorso vale per  Ghoulam (10.58 km) che ha mostrato poca lucidità negli episodi chiave del match.

I numeri confortano, ma è l'atteggiamento mentale che dovrà essere rivisto. Sarri, da vecchio lupo di mare, aveva già fatto suonare il campanello d'allarme dopo l'Inter mentre tutti pensavano già di essere andati in fuga. Se il Napoli dopo 25 anni non era capolista, un motivo ci sarà. In questa squadra siamo sicuri che tutti possano reggere la pressione da primo posto? La risposta è si, ma quelli in grado di farlo sono pochi. Non bastano Reina, Higuain, Hamsik e Insigne; serve un intero spogliatoio con la mentalità vincente. Fare tragedie oggi dopo 18 risultati utili consecutivi, sarebbe ingeneroso verso tecnico e squadra. Non si era campioni d'Italia prima e nemmeno da serie B oggi. Il Napoli lotterà per i primi due posti, ma si scrolli da dosso l'alibi arbitrale altrimenti si diventa vulnerabili nei confronti delle altre rivali che non aspettano altro per martellare e creare disturbo a club e squadra.

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