Manuel Belleri

Belleri: "Spalletti mi aprì la mente all'Udinese con la difesa a tre. Sogno di entrare nel suo staff, può fare la storia a Napoli. Baldini? Una roccia che incuteva timore" [ESCLUSIVA]

26.02.2022
10:00
Bruno Galvan

Manuel Belleri racconta in esclusiva a CalcioNapoli24 i suoi ricordi con Luciano Spalletti

Notizie calcio Napoli - "Spalletti è un esempio di vita e per come allena". Manuel Belleri ha vissuto, con l'attuale allenatore del Napoli, la parentesi all'Udinese nella stagione 2004-05 totalizzando 22 presenze. A fine stagione le loro strade si divisero anche se per entrambi la direzione fu Roma con Manuel che andò alla Lazio mentre Luciano approdò sulla panchina della Roma. A distanza di quasi diciotto anni, il loro rapporto non si è mai interrotto. La stima è reciproca tanto che Belleri non nasconde di avere un sogno nel cuore...

Intervista Manuel Belleri a CalcioNapoli24

Ormai sei quasi un giapponese d'adozione

"Lavoro per il Milan, nello specifico abbiamo una scuola calcio F.C. Milan Tokyo di cui sono direttore tecnico. In più gestisco anche due accademy qui. Questa avventura è iniziata sei anni fa. Inizialmente sono stato a Miami due anni con il figlio di Gerolin, andavamo a seguire in giro i talenti del campionato americano. Successivamente ho intrapreso la strada con il club rossonero"

Come viene percepito il calcio italiano in Giappone?

"In generale siamo visti in maniera positiva. Anche chi come me non è stato un top player ma ha fatto una carriera comunque dignitosa viene molto ascoltato. Anche se oggi la nostra serie A non ha i campioni di qualche anno fa, qui il calcio italiano ha sempre un grande appeal"

Manuel Belleri

Per lo scudetto ci sono due tue vecchie conoscenze come Inzaghi e Spalletti

"Luciano l'ho avuto all'Udinese, è un allenatore formidabile. Con lui non ho mai interrotto i rapporti - spiega Belleri in esclusiva a CalcioNapoli24 -  sono andato anche a trovarlo nella sua esperienza allo Zenit. Oltre ad essere un grande tecnico lo reputo uno che ti insegna tanto anche nella vita. Non nascondo, questo lo sa bene anche Spalletti, che il mio sogno, il mio pallino, è quello di poter lavorare a stretto contatto con lui. Simone invece l'ho avuto come compagno di squadra a Lumezzane, Atalanta e Lazio. Già a quei tempi si vedeva la dote da allenatore in campo. Per lo scudetto vedo ancora davanti l'Inter, ma non va assolutamente dimenticato il Napoli che fa un calcio spettacolare e ricco di contenuti. Simone e Luciano sono due esempi per me" 

Domenica c'è Lazio-Napoli. Da ex biancoceleste come ti spieghi gli alti e bassi di Sarri in questa stagione?

"La sensazione dall'esterno è quella di una rosa forse non troppo congeniale al momento alle idee del mister. Questo comporta a delle alternanze di prestazioni. Se vedi la gara contro il Bologna ti alzi in piedi ed applaudi per il gioco salvo poi restare perplesso con il Milan. Secondo me, se Sarri riesce a trovare la giusta quadratura può fare bene"

A Napoli c'è il tuo ex capitano Daniele Baldini

"E' stato un calciatore fondamentale per la mia crescita. Arrivavo dal Lumezzane e ricordo che, nonostante non fosse veloce, riusciva sempre ad essere posizionato bene in difesa leggendo prima le situazioni. Poi era un leader puro, un carismatico che soltanto a guardarlo negli occhi ti metteva timore. Daniele per me è stato determinante perchè potevi scaricargli addosso tutte le ansie, le paure che vivi nei novanta minuti ma ti aiutava a stare sereno. Sapevi che c'era sempre. Non mi stupisce oggi sia al fianco di Spalletti, è uno che sa farsi ascoltare ed è un maniaco della fase difensiva (ride ndr). Ad Empoli, da calciatore, ci teneva tantissimo"

Hai detto che con Spalletti hai ancora oggi un rapporto eccellente. Cosa hai pensato quando l'hai visto sulla panchina del Napoli?

"Che il Napoli ha trovato l'uomo giusto, ho pensato questo in tutta onestà. Luciano è uno che ha l'esperienza e le qualità per gestire tutte le situazioni in una piazza molto calda come quella napoletana. Mi sembra, leggendo le interviste, che anche De Laurentiis sia rimasto colpito. Non so se possa fare la storia del club, ma sicuramente potrà lasciare un segno importante come sta già accadendo"

Belleri e Totti

Come era il tuo rapporto con il mister da calciatore?

"Nella gestione dei rapporti umani penso che sono in pochi come lui. Ha sempre avuto grande rispetto per me pur non avendo giocato moltissimo con l'Udinese. Spalletti mi ha aperto la mente facendomi scoprire il mondo della difesa a tre che non avevo mai fatto prima. Nello spogliatoio aveva comportamenti decisi ma sempre leali. Se aveva qualcosa da dirti te lo diceva in faccia"

Lo trovi cambiato nel modo di gestire le squadre?

"Penso che l'esperienza gli sia servita per migliorare costantemente il proprio lavoro. E' diventato anche un ottimo comunicatore, non a caso nelle conferenze è uno che lancia messaggi chiari alla squadra. E' uno che ti motiva, ti trasmette la sua personalità"

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