Higuain e Maurizio Sarri al Chelsea

Chi lascia Napoli piange due volte...

11.02.2019
10:00
Bruno Galvan

L'autolesionismo è lo sport più diffuso a Napoli. Se gli azzurri non vincono i social esplodono con epiteti e sentenze da bar dell'inquisizione verso Ancelotti, Giuntoli e De Laurentiis. In tutta franchezza capita la stessa cosa, con difesa estenuante e quasi ossessiva verso Sarri, quando (purtroppo) il Chelsea perde male per 6-0 come accaduto nel tardo pomeriggio di ieri contro il Manchester City. Il ragionamento e lo sfogo (mai volgare) del tifoso deve esserci,  ma certa stampa mischia il rapporto umano e d'amicizia verso Sarri come arma per spuntare sui social nei momenti negativi del Napoli oppure quando il Chelsea non va per la strenua difesa del loro simbolo. Sarri ed Ancelotti non hanno bisogno di questo. Sono due grandissimi allenatori ed hanno un'intelligenza sopraffina. Sanno che una persona può essergli amica pur mantenendo lo spirito critico e costruttivo quando sbagliano. Non è la difesa incondizionata (per ripicca o poca simpatia verso l'uno o l'altro) di Carlo o Maurizio a migliorare la filosofia calcistica napoletana. Dire che il Sarrismo o l'Ancelottismo non sono modelli perfetti non vuol dire offendere i diretti interessati o il loro partito. 

Chi lascia Napoli piange due volte

Questo è un dato oggettivo che finora ha trovato ampiamente riscontro. Gonzalo Higuain, per sua stessa ammissione, ha detto che l'ultima stagione in maglia azzurra l'ha condizionato sul piano del rendimento alla Juve prima e poi al Milan. Convivere con l'ossessione record gol non è mai facile. Ora è dovuto ritornare dal suo mentore Sarri per provare a ricomporre la coppia d'oro che ha fatto sognare tutto il popolo napoletano. Non se la passano meglio Jorginho e Reina andati via in estate. Il primo è bersagliato da critiche feroci in Premier, l'altro ha strappato un lussuoso contratto a quasi 37 anni al Milan ma gioca sempre di meno. Allargando l'orizzonte citiamo anche Mazzarri e Benitez, oggi caduti quasi nell'anonimato dopo le parentesi forzate di Inter e Real Madrid. Si può essere amici e seguaci di un calciatore o allenatore, ma il vero affetto si dimostra criticando in modo costruttivo e mai con difese o attacchi premeditati. Postilla doverosa per i tifosi: legarsi a Tizio piuttosto che a Caio vi rende ostaggi in un modo o nell'altro. Ciò che resta e resterà per sempre è il Napoli. Il resto è solo propaganda politica applicata al calcio. 

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