Marino e De Laurentiis

Fimmanò: “Pozzo patron del Napoli per 7 giorni, ADL non voleva i vecchi dipendenti per scaramanzia. Fondi americani? Ecco quanto vale il club” | ESCLUSIVA

18.03.2022
10:00
Bruno Galvan

Francesco Fimmanò racconta a CalcioNapoli24 la mancata scalata al Napoli da parte di Pozzo ed il blitz di De Laurentiis.

Quando si affrontano Napoli e Udinese, non si può non ricordare il blitz di De Laurentiis che soffiò in extremis la proprietà del club dalle mani di Pozzo il quale era ormai in procinto di essere il primo proprietario dopo il fallimento. Nel 2004, Francesco Fimmanò faceva parte della commissione che dichiarò il fallimento della società all’epoca appartenente a Salvatore Naldi. Con lui abbiamo ripercorso le tappe che portarono il Napoli nelle mani di ADL.

Marino e De Laurentiis
Marino e De Laurentiis

Pozzo presidente del Napoli: intervista Fimmanò a CalcioNapoli24

Può raccontarci come nacque l’interesse di Pozzo per il Napoli

“Era un sabato pomeriggio, il giorno prima il Tribunale di Napoli aveva sospeso la compilazione dei calendari, quando ricevetti la telefonata di Pierpaolo Marino il quale mi disse che il presidente Pozzo avrebbe avuto interesse a verificare questa opportunità. Era il soggetto concretamente più interessato. Ci furono anche altre manifestazioni d’interesse, ma quella economicamente più alta era quella dell’attuale patron dell’Udinese che aveva offerto 20 milioni di euro e sembrava di fatto destinato ad aggiudicarsi il Napoli. Dopo di che, il 26 agosto ricevemmo la visita di De Laurentiis che si presentò con degli assegni circolari del valore di 31 milioni. All’epoca era un valore elevato, nessuno credeva potesse arrivare a quelle cifre. Bisogna dare atto a De Laurentiis di aver avuto coraggio. Quando si aggiudicò questa cosa, ricevetti una telefonata di Ghirelli per dirmi che Pierpaolo Marino ci teneva tanto al progetto Napoli e se il nuovo presidente poteva valutare la sua posizione. Il passaggio azionario lo facemmo ufficialmente la prima settimana di settembre”

Diciamo quindi che Ghirelli fu lo sponsor di Marino a Napoli...

“Il direttore penso ne facesse una questione di antica passione verso i colori azzurri. Tra l’altro era stato anche dirigente del club tanti anni prima. Aveva un desiderio forte di tornare a Napoli”

Qualche tempo fa, Raiola disse che stava per comprare il club insieme a Pozzo. Le risulta?

“Assolutamente no. A quei tempi Raiola non era così noto e potente come lo è adesso”

Ma è vero che con De Laurentiis stava per saltare tutto all’ultimo minuto?

“L’unica questione tra di noi nacque sui vecchi dipendenti del club da assumere poi nella Napoli Soccer. Lui non voleva prenderli per questioni scaramantiche in quanto pensava portassero male poiché reduci da un fallimento. Gli spiegai che si doveva applicare una disposizione di legge che prevedeva il trasferimento dei dipendenti. Definimmo con un piccolo sconto la questione in sede di atto”

Può spiegarci come avete impugnato l’originario Lodo Petrucci?

“In origine prevedeva che il titolo sportivo fosse assegnato dal sindaco e della Presidente della regione. Grazie a questa norma, i Della Valle praticamente non pagarono nulla la Fiorentina. Noi non l’abbiamo voluta applicare,  i creditori avrebbero potuto subire un danno per la sottrazione del bene.  La Iervolino e Bassolino avevano individuato, ipoteticamente, Paolo de Luca che deteneva il Siena. Non attivammo mai la procedura perché era una norma che danneggiava i creditori”.

Si può dire che Pozzo è stato virtualmente proprietario del Napoli per una settimana?

“Sì, eravamo convinti fosse ormai lui il punto di riferimento del nuovo club. Poi, come detto, arrivò una domenica mattina De Laurentiis cambiando tutto con l'offerta da 31 milioni. Colse tutti di sorpresa. Pensavamo ci fosse ormai solo Pozzo per il Napoli"

Oggi si parla di fondi americani per il Napoli: cosa ne pensa e quanto può valere oggi la società?

“Negli ultimi anni il club ha perso un po’ di valore. Nel caso del Napoli credo ci sia stata anche una svalutazione del parco calciatore. Il massimo valore è stato raggiunto nel 2017-18. Il valore della SSCN è il valore di cassa, calciatori e capacità di produrre reddito. A Bergamo hanno venduto con bene perché hanno immobili, il Napoli non ne ha. Il prezzo lo fa il mercato. Se ADL volesse vendere, il valore complessivo sarebbe secondo me sui 500 milioni”

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