Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli

Ancelotti: "I big restano tutti, anche Koulibaly. Il dominio Juve finirà, pronti a vincere. ADL mi vuole a vita, ma da rimbambito non alleno. Napoli non è Gomorra, troppi luoghi comuni"

28.03.2019
07:50
Redazione

Intervista di Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ai microfoni di Repubblica. Il tecnico parla di vari temi: calciomercato, scudetto, Champions ed Europa.

Lunghissima intervista di Carlo Ancelotti rilasciata ai microfoni di Repubblica. L'allenatore del Napoli a tutto tondo parla di calciomercato, scudetto, Champions ed Europa League senza lasciare nulla al caso. Eccone alcuni estratti principali:

"Ho sposato e condivido il progetto di un club che è ai vertici in Italia ed è protagonista in Europa, ma che allo stesso tempo non può pagare 10 milioni d’ingaggio a un giocatore. De Laurentiis tiene sempre i conti a posto e non gli chiederò di far saltare il banco.

Ci sono altri modi per vincere: possiamo dimostrarlo. 

Mi trovo molto bene, per ora è la soddisfazione più grande. Il feeling reciproco non era scontato: con la società sto lavorando in sintonia, la città mi ha subito conquistato".

Napoli, l'intervista a Carlo Ancelotti

La sua Napoli: la racconti.

"Non avevo mai vissuto in una città di mare. Di Napoli si ha una immagine parziale, bellissima cartolina, con i suoi problemi. La sto scoprendo abbastanza funzionale, sarò fortunato ma non vedo mai tanto traffico. E la gente mi rispetta, non è invadente se mi incontra in strada o al ristorante, a dispetto dei luoghi comuni".

C’è anche Gomorra, però.

"Seguo la serie in tv, ma a Napoli non respiro questa atmosfera. In Italia c’è la tendenza a enfatizzare i personaggi negativi, come il Padrino. Gli americani esportano i loro eroi, invece: Superman, Batman. Siamo sempre il Paese più bello del mondo, con troppe contraddizioni. Non riusciamo a sviluppare il nostro potenziale e c’è poco senso civico. La scarsa cultura può essere concausa delle discriminazioni. Siamo più maleducati che razzisti".

Intervista Ancelotti: "De Laurentiis mi vorrebbe a vita"

A Napoli Ancelotti sta diventando un totem...

"De Laurentiis mi vorrebbe qui a vita, ma posso dargli garanzie psicofisiche per 8 anni al massimo. Il tempo passa e da rimbambito in panchina non mi ci vedo...".

Otto anni basteranno per vincere con il Napoli?

"Meno, siamo più vicini. Ho una squadra già ben strutturata e con margini di crescita, anche se giovane. Nei ruoli cardine siamo a posto, la spina dorsale è robusta: due portieri di valore, una difesa affidabile con un fenomeno come Koulibaly, il centrocampo ben strutturato con Allan, Zielinski e Fabian, pedine di spessore in attacco. Siamo destinati a crescere, con investimenti mirati e fatti in sintonia col club". 

Intervista Ancelotti: "Non si muove nessuno da Napoli"

I big resteranno tutti?

"Certo, il Napoli non è costretto a vendere e tanto meno a realizzare plusvalenze".

Vale anche per Koulibaly?

"Koulibaly da qui non si muove".

A De Laurentiis rimproverano anche di non investire nelle strutture.

"Uno stadio di proprietà ti dà dei vantaggi, ovvio. Ma non è un problema solo di Napoli, anche se nel calcio italiano qualcosa si muove ed è pronto ad agire pure De Laurentiis. Per un privato da solo è difficile, però. Il presidente ha bisogno dell’appoggio delle istituzioni e della città. Sul resto il club è a posto. Il nostro centro sportivo è funzionale e il settore giovanile ben strutturato: intorno a noi c’è un bacino importante, lo sfrutteremo sempre meglio".

Basterà per colmare i 15 punti di distacco dalla Juve?

"Ho già detto che sono troppi: nessuno aveva mai avuto la continuità di questa Juve, perciò siamo stati più competitivi in Europa. Gli 8 scudetti di fila raccontano un dominio assoluto: la A è in linea con Ligue 1 e Bundesliga. Ma quest’egemonia diminuirà, le milanesi verranno fuori".

Ne beneficerà anche il Napoli?

"Per forza. Ad approfittare del calo della Juve dovrà essere in primis il Napoli, altrimenti sarà una nostra grave mancanza".

Le piace anche la Superlega, in prospettiva?

"No, lo sport in Europa è diverso da quello americano, la meritocrazia va mantenuta. Se una squadra vince la B, deve passare in serie A. Bisogna dare questa possibilità a tutti. Il metodo Nba non è praticabile".

Basterà Ronaldo alla Juve per vincere la Champions?

"Se la giocano in quattro: Barcellona, Juve, Liverpool e City".

L’Europa League, invece?

"Dico Arsenal, Chelsea o Napoli".

Come arrivate alla doppia sfida con l’Arsenal?

"Carichi, questo sorteggio ci ha ridato motivazioni. Sarà un duello incerto e molto equilibrato, dal pronostico difficile. Bisogna orientare la qualificazione all’Emirates Stadium".

Albiol ci sarà?

"Torna in Italia lunedì, già pronto. Potrebbe farcela, insomma, ma non vogliamo forzare. Ci proveremo per il ritorno al San Paolo. L’unico fuori gioco è Diawara".

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