Qualcosa sta cambiando?

21.01.2019
19:20
Pasquale Cacciola

Sorpasso di Kevin Malcuit su Elseid Hysaj nelle gerarchie di Carlo Ancelotti? I numeri indicano un possibile ribaltone sulla fascia destra della SSC Napoli

Sorpasso sulla destra, il primo possibile ribaltone della gestione di Carlo Ancelotti. Ancora presto per dirlo definitivamente, sia chiaro, ma la forte sensazione al momento è questa. Da una parte Kevin Malcuit e una quasi nuova titolarità alla SSC Napoli, dall'altra il depotenziamento di Elseid Hysaj. Lo confermano i numeri più che altro, gli stessi visti anche ieri al San Paolo: panchina per l'albanese, come da tre partite a questa parte, e in campo l'ex Lille. Una tendenza che cresce sempre più nelle gerarchie partenopee, una staffetta che quasi non sorprende. Basta pensare che l'ex Empoli ha disputato solo 2 delle ultime 6 partite giocate, e in particolare si tratta di Napoli-SPAL Napoli-Frosinone. Gare da riserva, in teoria. Match che, sempre sulla carta, avrebbe dovuto riguardare il neo acquisto azzurro, più che il vecchio riferimento di Maurizio Sarri.  

Invece anche ieri con la Lazio, in un appuntamento delicato tra le pesanti assenze e un avversario importante, il tecnico ha preferito il 27enne di Châtenay-Malabry al collega di reparto. Eppure senza Kalidou Koulibaly e Allan avrebbe dovuto propendere per il terzino più affidabile, quanto meno il più equilibrato. Invece niente ancora, di nuovo dentro la freccia dalla chioma singolare. Segnale che qualcosa non va, di una fiducia forse che inzia a sfumare. E i segnali, man mano, aumentano e si intrecciano sempre di più. 

Kevin Malcuit e Carlo Ancelotti

Champions League, Bergamo e Milano. Se tre indizi fanno una prova, ecco allora la conferma madre. Perché Hysaj non solo è stato puntualmente accantonato nella massima competizione europea a favore di Nikola Maksimovic, ma non ha preso nemmeno parte alle due partite più importanti di questo recente ciclo. La doppia trasferta lombarda, infatti, ha visto prima il difensore serbo di nuovo sulla destra con l'Atalanta e poi José Maria Callejon a San Siro con l'Inter nella partita della (loro) vergogna. Segnale in fondo che anche Malcuit non dà ancora garanzie al 100%, ma in quel caso è giustificato: non solo perché è in fondo al suo primo anno italiano, ma anche perché è stato preso per essere solo una valida alternativa. Discorso differente, invece, per chi è stato padrone assoluto di quella corsia nell'intenso triennio

sarriano.  

Il calo di Hysaj però è evidente, anche da un bel po'. Questione di testa e abitudine, tra il sogno Chelsea e un ruolo da privilegiato per lui purtroppo svanito. Probabilmente ha inciso parecchio anche la delusione estiva in tutto ciò, così come non era abituato da tempo a sentirsi in discussione. Negli ultimi anni, del resto, alle sue spalle c'era solo un Christian Maggio che nel finale di carriera non poteva essere troppo un'insidia. Alla primo vero concorrente, ecco che cambia lo scenario. 

Da lì lo sfogo dell'agente, eccessivo considerando tempistiche e dinamiche. Questione di meritocrazia e nulla più, nessuna ingiustizia. Nella vita si perde e si vince, bisogna solo accettarlo. "Nell’ultimo periodo i fatti dicono che Elseid per Ancelotti non è così importante, non lo reputa più un titolare. A questo punto, se confermato, basta dirlo apertamente e toglieremo il disturbo". Poi la semi rettifica poco dopo: "Diciamo che siamo ad una via di mezzo tra rinnovo col Napoli e addio. Ho avuto un colloquio di 4 ore in settimana con Giuntoli e Ancelotti. Il mister mi ha dato delle spiegazioni in merito allo scarso utilizzo nell'ultimo mese e mezzo, ho ritenuto giuste le sue parole. Il mercato di gennaio poi può comunque offrire delle opportunità. Si parla di Chelsea ma c'è anche altro. Se questa opportunità può far bene a tutti magari può essere colta, altrimenti parleremo di rinnovo dopo questa sessione di mercato". 

Nel frattempo, Malcuit mette la freccia e accelera. Anche ieri è arrivata una prestazione maiuscola in entrambe le fasi. Il francese di origini marocchine ci mette freschezza, qualità e concretezza. Si propone con impeto, aiuta nel fraseggio e accompagna con efficacia la manovra. E con un Arkadiusz Milik così, più palloni piovono in area e meglio è. Allo stesso tempo, però, anche sul piano difensivo ha offerto piene garanzie: una gara rocciosa, puntuale e contro avversari non semplici come Sergej Milinkovic-Savic, Senad Lulic, Joaquin Correa e Luis Alberto. La scuola ancelottiana già colpisce, perché si registrano già importanti passi avanti sul piano tattico. Lo scirocco del Nord Africa, per ora, travolge l'Albania. In campo per merito, non per blasone. Garantisce Ancelotti. 

di Pasquale Edivaldo Cacciola - @PE_Bahia

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