Caso Suarez, dal bomber all'esaminatrice e i quesiti rivelati prima: "Tranquilla, studio in aereo". Paratici nei guai, spunta il nome di un ministro

05.12.2020
12:45
Redazione

Caso Suarez per la Juventus e Paratici

Ultime calcio - Il problema viene sintetizzato dalla professoressa Stefania Spina, una degli indagati dell'Università per stranieri di Perugia: «Deve passare l'esame, lo passerà. Perché 10 milioni a stagione non glieli puoi far saltare perché non ha il B1».

Paratici

Come riporta Il Mattino:

“Ma lo studente Luis Alberto Suarez, attaccante uruguagio del Barcellona che la Juventus si appresta a comprare ma solo con in tasca la cittadinanza italiana, della nostra lingua «non spiccica na parola, non coniuga i verbi e parla all'infinito». Il suo eloquio è «par amigos». Che fare? Si organizza un esame farsa e la prof Spina manda al calciatore un testo da imparare a memoria. «Gli ho detto: Luis, studia questo. E

lui mi ha risposto: Stai tranchilla porché io lo estudio in l'avion». In effetti ciò che emerge dall'ordinanza del gip Piercarlo Frabotta è un perfetto gioco di squadra: l'Università che si mobilità per una prova «ad hoc per corrispondere supinamente ai desiderata della Juventus», i vertici della squadra che fanno pressione. L'8 settembre il direttore generale dell'ateneo Simone Olivieri confida al telefono: «Ho ricevuto una telefonata. Sono Fabio Paratici. Cioè, Paratici è più famoso di Mattarella, è il direttore sportivo più potente del mondo. E niente, devo dare una mano a far superare l'esame di lingua italiana a Suarez». Ma il responsabile della squadra di Torino, stando alle carte, bussa anche ad altre porte: contatta il ministro dei Trasporti Paola de Micheli, sua amica di infanzia. Il ministro gli fornisce il contatto del capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi. Si crea una sessione a porte chiuse. Oltre ai soldi versati a nome di Suarez come quota di iscrizione all'ateneo: 1.748 euro".

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