CdM - La finestra sacrilega e la colletta per il restauro: l'immagine di Maradona tornerà come prima

28.02.2016
08:50
Redazione

L'edizione odierna del 'Corriere del Mezzogiorno' riserva un focus sul gigantesco murales dedicato a Maradona ai quartieri spagnoli: "Memoria indelebile, sì, ma non troppo: anno dopo anno, la gigantesca immagine di Maradona ai quartieri spagnoli è andata via via sbiadendosi, fin quasi a sparire: l'immagine del 'Pibe de Oro' era ormai diventata pressochè trasparente. Un’offesa, peggio, un sacrilegio. Sicuramente aggravato dal fatto che, poco dopo la sua realizzazione, qualcuno nel palazzo aveva aperto una finestra abusiva giusto all’altezza del volto di Diego. Sotto la folta capigliatura nera mossa dal vento del gol e al posto dello sguardo scugnizzo e fulmineo, solo un rettangolo, una dozzinale finestra a due ante, una irriverente tapparella verde che comicamente ora si alzava ora si abbassava, trasformando l’icona del campione più amato in una sorta di Jeeg Robot in camiseta azzurra. Salvatore Iodice, il volenteroso artista-artigiano dei Quartieri che si è assunto l’onere del restauro, ci ha pensato lui. Ha risolto brillantemente con l’apposizione sulla finestra galeotta di un neutro pannello di legno (apribile) che darà continuità all’affresco. E' da ieri che Salvatore lavora al restauro dell'immagine di Maradona: finora, i risultati sono già visibili. La maglietta ha già ripreso colore, il simbolo del Napoli sul petto fa di nuovo battere il cuore. L'artigiano terminerà il lavoro in un paio di giorni, sostenuto dall’entusiasmo degli abitanti della zona (che hanno appoggiato l’iniziativa con una sorta di crowdfunding di quartiere: una colletta, insomma) e del Comune di Napoli, che ha messo a disposizione l’indispensabile elevatore. E l’assessora Clemente, presente all’avvio dei lavori, con giovanile trasporto ha affermato che «È bellissimo assistere. È come parlare di un Picasso del 2020». E con la finestra abusiva, come la mettiamo? «Noi non la rinneghiamo. È importante però trasformarla e renderla parte attiva, ali di un processo di sviluppo... La bellezza libera l’etica». Più che Picasso viene piuttosto in mente il grande dadaista Marcel Duchamp, che un giorno prese una finestra, ne dipinse i vetri di nero e la intitolò Fresh Widow , «Fresca vedova», giocando sulle parole inglesi window (finestra) e widow (vedova). Il povero signor Ciro (incolpevole perché in quella casa subentrò quando l’orrendo pertugio era già stato praticato) si divideva tra quello che era il tifoso sfegatato e il cittadino che ha diritto a una boccata d'aria fresca. Si sentiva tormentato da ingiustificati sensi di colpa, quella finestra non la apriva (quasi) mai. Oggi, però, Ciro prova un brivido nel guardare gli amati lineamenti di Diego tornare rapidamente alla vita. E si sbilancia: «Non la aprirò mai più» (trattandosi però della finestra del bagno, temiamo che la promessa non sarà mantenuta)". 

 

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