Scandalo Juve, "Dominiello va a trovare Agnelli nel suo ufficio" la rivelazione shock sul mafioso del clan Pesce-Bellocco

26.01.2017
11:00
Redazione

I retroscena sullo scandalo che ha colpito la Juventus continuano ad emergere. L'inchiesta del Fatto Quotidiano ha scosso non solo la società torinese, ma tutto il calcio italiano. Ecco quanto scrive a riguardo sui legami tra Juve e 'ndrangheta. 

"Io vado a trovare il presidente Andrea Agnelli in ufficio ogni tre per due", diceva il 15 gennaio 2014 Fabio Germani, ex ultrà e presidente dell' associazione "Italia Bianconera" al responsabile della biglietteria juventina Stefano Merulla, che gli risponde: "Ma anche lui va e per di più l' hai portato tu". Questo "lui" è Dominello, 40 anni, arrestato il 1° luglio assieme al padre Saverio per associazione mafiosa e tentato omicidio, fratello di due uomini arrestati per associazione mafiosa e poi condannati in primo e secondo grado. Dominello, ex appartenente ai "Drughi". 

Questo Dominello viene identificato come esponente della cosca Pesce-Bellocco della 'ndrangheta, è tra i fondatori del gruppo di ultras "Gobbi", che tra il 2013 e il 2014 ha trovato posto nella curva Scirea dello Juventus Stadium, e ha preso in mano la gestione della rivendita di biglietti dopo essere stato introdotto ai manager bianconeri da Germani, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. 

Notizie Calcio Napoli