Il Roma - Prima della presa di posizione di De Laurentiis vi erano stati già due precedenti

18.04.2015
15:30
Redazione

Scossoni e ripartenze. Ancora una volta il Napoli ha saputo tirarsi fuori dalle sabbie mobili, proprio quando il baratro sembrava oramai ad un passo. E in un modo o nell’altro, hanno inciso le contestazioni, i provvedimenti punitivi del presidente e gli appelli accorati rivolti ai calciatori e a tutto lo staff tecnico. Sono tre gli indizi raccolti nel corso della stagione, sufficienti dunque per costituire una prova di un certo rilievo. Prime avvisaglie a Berna, dopo l’unico capitombolo europeo maturato sul campo dello Young Boys. Dopo il match, affrontato in malo modo e terminato con un secco due a zero per gli elvetici, scoppiò la veemente contestazione dei tifosi, per nulla contenti dell’approccio molle e della prestazione assai scadente sul piano qualitativo. Attimi di tensione, scioltisi la domenica seguente quando la compagine partenopea, al san Paolo, liquidò con un roboante sei a due il Verona di Mandorlini. La partita (tra le più belle della stagione) segnò il ritorno al gol di Gonzalo Higuain, dopo che le prime sette partite di campionato erano state segnate da un’inedita astinenza.
Inzaghi che sfoggiò, la sera del quattordici dicembre, il suo abito migliore. Un due a zero senza repliche, un verdetto netto che interruppe la striscia positiva del Napoli, reduce da undici risultati utili consecutivi. Le reti di Menez e Bonaventura, mandarono su tutte le furie il patron partenopeo che ordinò anche all’epoca il ritiro, durato appena una notte per volere dello stesso Benitez che spinse il Presidente a rivedere un provvedimento dettato dalla rabbia e dalla delusione. E la risposta arrivò sette giorni dopo, contro il Parma, liquidato in appena trenta minuti, grazie alle reti di Zapata e Mertens. Pochi giorni prima, c’era stata la consueta cena di Natale, con De Laurentiis gran cerimoniere della serata. Un po’ di bastone e un po’ di carota nelle sue parole che evidentemente sortirono l’effetto sperato. Il resto è storia nota, col ritiro lunghissimo, con una serie infinita di polemiche, con le mille voci che si rincorrono e che mettono finanche in dubbio, inopinatamente, la professionalità di alcuni atleti. E stavolta non è bastato il “no” di Benitez per spingere il Presidente al dietrofront. Dalla sconfitta con Lazio in coppa Italia, alla vittoria netta ai danni della Fiorentina, dopo quattro giorni di clausura. Abbastanza per guadagnarsi la libertà, almeno per una sera. Poi di nuovo tutti in clausura, per preparare al meglio la gara con il Wolfsburg, anticipata dalla braciata organizzata in quel di Castelvolturno da Britos e Andujar, prima di volare in Germania, laddove il Napoli ha saputo scrivere una delle pagine più belle della sua storia recente. E ora, un po’ per scaramanzia e un po’ per scherzo, la piazza spinge per il ritiro ad oltranza, giustificato dai risultati di cui sopra. Si continuerà sulla stessa strada fino alla trasferta di Cagliari. Poi, presumibilmente, al di la di quello che sarà il risultato, arriverà il rompete le righe, dopo dieci giorni intensi e “pesanti” dal punto di vista psicologico. Si tonerà alla normalità per preparare senza ansie e senza stress un finale di stagione che si annuncia avvincente.

Notizie Calcio Napoli