30.04.2018
20:50
Redazione

Il giorno dopo Fiorentina-Napoli... la poca credibilità dopo Milano, l'unica strada per vincere e Sarri che si consegna agli avversari

Il giorno dopo Fiorentina – Napoli. Mica facile scrivere e parlare di pallone dopo quello che si è visto sabato sera a Milano. Si perché le due partite sono andate decisamente a braccetto. Dopo lo scempio di Milano ci siamo sentiti tutti svuotati, disgustati, avviliti e depressi, figuriamoci i calciatori del Napoli. Dopo la capocciata di Koulibaly il palazzo ha tremato e il palazzo ha sistemato. Onore al mister e a un manipolo di eroi. E ad una tifoseria e ad un popolo che meritano certamente di più.

Il giorno dopo Fiorentina – Napoli. Ha davvero poco senso parlare di sostituzioni, delle scelte di Sarri, del mancato mercato estivo prima e di quello di gennaio poi. E di quello che verrà dove sull’altare delle plusvalenze sarà sacrificato il migliore di turno. Perché urge aumentare il fatturato ed altra strada pare non esista. Sarebbe giusto dire che è la più semplice. Inutile o quasi scrivere della gara del Napoli a Firenze condizionata dall’espulsione di Koulibaly. Di Sarri che getta nella mischia Tonelli, non abbandona il suo credo propositivo e sacrifica Jorginho anche se la logica avrebbe detto Hamsik. Perché discorrere che in questa maniera ha di fatto consegnato il centrocampo agli avversari? Ma un pari, sarebbe servito a poco. Gli altri, come l’intera Italia ha visto, avevano vinto in quel modo e quindi occorreva vincere.

Il giorno dopo Fiorentina – Napoli. Lascia il tempo che trova parlare dell’ l’encomiabile prova di Allan. Di Callejon arrivato giustamente stremato a marzo. Di Mertens che è imploso dopo aver trascinato la squadra con i suoi goal per gran parte della stagione. Di Insigne, uno degli ultimi ad arrendersi,  che è arrivato fino ai propri 16 metri per farsi consegnare il pallone da Reina per provare a fare qualcosa. Del grandissimo lavoro di Sarri con una rosa ridotta all’osso e ulteriormente indebolita dagli infortuni di Ghoulam e Milik prima e dalle cessioni di gennaio poi, è riuscito con il suo manipolo di eroi a tenere testa alla solita Juventus, malgrado le solite “spintarelle” (vedi Caglliari, Roma, Firenze, lo stesso derby di Torino).  Poi, quando Koulibaly ha trafitto Buffon, il loro timore è diventato paura. Occorreva una spallata. Di quelle grosse, di quelle prepotenti che ti fanno capire chi decide e chi comanda ed è iniziato un altro campionato. Quello al quale non si dovrebbe partecipare.

Il giorno dopo Fiorentina – Napoli. Pronti via e si è capito subito che sarebbe stata una partita condizionata da quella di sabato. Almeno le ultime cinque gare andrebbero giocate in contemporanea. Ma il calendario è dominato dalle televisioni e da chi detiene il potere. Manca la controprova, ma con un risultato positivo maturato a Milano, il Napoli l’avrebbe approcciata diversamente. Fatta sfuriare la Fiorentina, poi magari l’avrebbe colpita al momento opportuno e avrebbe mantenuto intatto il sogno. 

Il giorno dopo Fiorentina – Napoli. Ma è tutto inutile. Com’è inutile parlare del perché del silenzio del Calcio Napoli e della stessa società dell’Inter all’indomani dello scandalo andato in scena a Milano. Superfluo ricordare che le speranze del Napoli sono ridotte a un lumicino. L’unica cosa che conta, ed è triste ammetterlo, è che in questo ultimo turno di campionato, è stata data una mazzata terribile alla credibilità del sistema calcio in Italia. Ieri non ha perso il Napoli. In questo week end ha perso il pallone. E la passione e l’interesse di milioni di appassionati è stata umiliata e mandata a farsi benedire. E se i vetusti stadi italiani sono quasi sempre vuoti e l’Italia il mondiale lo seguirà in Tv, magari il motivo è anche questo: il pallone in Italia non è più credibile.
 

Fonte : di Stefano Napolitano
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