IL GIORNO DOPO Napoli-Cagliari: la solidarietà di Hysaj, la difesa ad oltranza di Gattuso e l'esperto e navigato Godin

03.05.2021
11:40
Redazione

Il giorno dopo Napoli-Cagliari

Napoli - Il giorno dopo Napoli-Cagliari. Rallenta contro i sardi la rincorsa Champions degli azzurri. Il risultato pieno scema nei minuti di recupero e questo aumenta la rabbia e la delusione. Eppure non era iniziata affatto male. Bella e in verticale la giocata di Insigne per Osimhen. Il nigeriano non si è fatto pregare e ha infilato Cragno per il suo ottavo sigillo personale.

Il giorno dopo Napoli-Cagliari. Il nigeriano appare in giornata di grazia. Ogniqualvolta riceve il pallone, si ha netta la sensazione che possa accadere qualcosa. Lotta, corre e, a dirla tutta, segna ancora. Brucia in velocità l’attempato Godin. L'arbitro Fabbri annulla per impercettibile spinta ai danni del difensore rossoblù che esperto e navigato, quando si rende conto di aver sbagliato i tempi di chiusura, si lascia cadere come se fosse stato colpito da una scossa elettrica da 360 volt. Al VAR Mazzoleni nicchia, niente di nuovo e così una rete regolare viene annullata.

Il giorno dopo Napoli-Cagliari. Gli azzurri, almeno fino alla girandola dei cambi, rischiano poco. Anzi, le occasioni per il raddoppio fioccano. Demme dalla distanza, quasi spacca la traversa. Insigne spreca. Zielinski anche. Le sostituzioni cambiano l'inerzia della gara. Prima Politano per un impalpabile Lozano. E salta il primo slot. Considerata la loro importanza e la prestazione del messicano,

lo si poteva fare anche nell'intervallo. Poi ad uscire è proprio Osimhen che rimedia una capocciata e un turbante. Al suo posto Mertens che non toccherà un pallone o quasi. La squadra si abbassa pericolosamente. A dieci minuti dalla fine, doppio cambio a centrocampo: fuori Fabian e Zielinski, due in grado di poter palleggiare e tenerla, e dentro Elmas e Bakayoko. Il messaggio che arriva alla squadra è chiaro: difesa a oltranza dell'esiguo vantaggio.

Il giorno dopo Napoli-Cagliari. I sardi, ovviamente, prendono coraggio. E guai a far prendere coraggio ai più deboli, moltiplicano gli sforzi e acquistano fiducia.  Semplici infila dentro un altro attaccante, il lungagnone Cerri e ordina palloni alti da qualsiasi zona del campo. Meret è bravissimo su Pavoletti ma sicuramente meno pronto nelle uscite. E anche i palloni lenti e di facile lettura lanciati in area dalla trequarti, li osserva con la speranza che non finiscano sulla testa di un avversario. E proprio uno di questi palloni, finisce sui piedi di Nandez; Hysaj, autore di una buona gara, per solidarietà, lo osserva anche lui e la frittata è fatta. E due punti importantissimi per la rincorsa Champions svaniscono al 93°. Nulla è ancora compromesso. Ma mai come in queste quattro gare che mancano, nessuno dovrà sbagliare nulla. E l’attenzione dovrà essere massima dal primo all’ultimo minuto.

Stefano Napolitano

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