24.09.2018
16:10
Redazione

Pelillo... nell'uovo - Napoli, ecco le chiavi del nuovo corso

Il Napoli di Ancelotti prosegue il suo percorso identitario. Vince e convince l'undici azzurro a Torino. L'approccio giusto, il vantaggio immediato e una chiave tattica specifica hanno messo subito in difficoltà un Torino impreparato. I tagli di Verdi dalla corsia sinistra del centrocampo "a quattro" e i suoi duetti con Insigne e Mertens hanno messo alle corde i granata sin dal fischio d'inizio. Nella prima mezz'ora sarebbe bastata maggiore concretezza del belga in fase di rifinitura per farne anche quattro alla disorientata retroguardia di Mazzarri. Il confermato 4-4-2 ha dato equilibrio alla squadra che non subisce gol su azione dalla seconda giornata. Lo spostamento in attacco di Insigne sta facendo crescere la pericolosità degli azzurri in prima linea. Il fantasista può finalizzare di più e liberare meglio il suo estro senza compiti passivi e con tutto il fronte offensivo a disposizione. Al Napoli visto ieri manca un grande bomber per tornare a sognare ma ad Ancelotti va bene così. Il tecnico respinge le pressioni con naturalezza e guarda avanti, cercando nell'organico le soluzioni per vincere. Nella mossa di Maksimovic, in luogo dell'inesperto ma interessante Luperto, c'è tutta la bravura di un tecnico che non merita presentazioni. Lettura tattica rapida e intervento riuscito dalla panchina, come fanno pochi e grandi allenatori. Nel Napoli travolgente di Torino riemerge Hysaj, migliora Hamsik, si sblocca Verdi e si conferma inesauribile Callejon. Lo slovacco, pregevole in alcune aperture, viene facilitato dal cambio tattico recente. Il 4-4-2 mette più a suo agio il capitano rispetto alla posizione delicata di vertice basso del centrocampo. Quando le sue letture di gioco d'anticipo si adatteranno anche alla fase passiva, lo slovacco spazzerà via ogni critica sul suo nuovo ruolo. Al Napoli visto a Torino manca soltanto un grande bomber per volare alto, e quel Sirigu indicato da Ancelotti non sarebbe cascato affatto male... I tempi per Meret si allungano e ad Ospina  occorrono gli straordinari in una fase già delicata per la stagione. In pochi giorni la sfida di Champions che potrebbe essere già incisiva e poi si torna a Torino, stavolta senza ansie. Ancelotti ha un programma triennale e non è obbligato, come il collega Allegri, a vincere ad ogni costo. La squadra deve consolidarsi e quello di Torino è stato il primo Napoli vincente e convincente dell'era Ancelotti. Prima della capolista, però, c'è il Parma degli amici Inglese e Grassi. Il toto-formazione è già cominciato. Il tecnico azzurro tiene tutti sulla corda ed è pronto a stupire con un nuovo undici... Vedremo...

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Fonte : di Marcello Pelillo
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