07.10.2018
09:20
Redazione

Dramma a Napoli, giovane calciatore assassinato con una coltellata al petto

Un 21enne, Raffaele Perinelli, incensurato, è morto poco dopo mezzanotte nell'ospedale Cardarelli di Napoli per una ferita da coltello al petto. Il giovane, residente in periferia nel quartiere Miano, è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale da uno sconosciuto che si è dileguato prima di poter essere identificato. Perinelli è morto poco dopo essere giunto al Cardarelli.

Raffaele è figlio di Giuseppe, ex esponente dei Lo Russo assassinato in un agguato nel 1999. Indagano i carabinieri che stanno cercando ci capire quale sia stato il luogo dell'accoltellamento. Nella zona, un tempo roccaforte del clan Lo Russo, c'è molta tensione a causa del pentimento dei capiclan e di numerosi agguati avvenuti.

Perinelli aveva solo due anni quando suo padre fu ucciso in un agguato di camorra. Da allora si era tenuto lontano dagli ambienti della malavita e aveva fatto una scelta di vita coraggiosa e diversa da quella del genitore: quella della carriera sportiva. Innamorato del pallone fin da bambino, era diventato un promettente giovane calciatore della serie D della Campania.


Giocava terzino sinistro ed era cresciuto nella giovanile del Sant'Agnello. Due anni fa si era speso per la salvezza del Gragnano in serie D e poi aveva indossato la maglia della Turris. Attualmente era 'svincolato' in attesa di trovare una nuova squadra dove giocare. Appena due settimane fa la sua ex squadra, la Turris, era stata condannata a risarcirgli 3 mila euro dopo che il terzino aveva citato la società corallina per non avergli corrisposto tutto lo stipendio pattuito. La vertenza era finitia in Procura Federale.

Per una crudele combinazione del destino, anche lui, che aveva deciso di vivere lontano dai clan, è morto in un agguato proprio come capitò al padre camorrista.

Fonte : repubblica.it
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