Exploit Vergara: è così difficile ammettere (anche) i meriti di Conte?

01.02.2026
16:00
Manuel Guardasole

Nell'exploit di Antonio Vergara, ci sono anche i meriti di Conte: l'analisi di CalcioNapoli24

Ultime notizie SSC Napoli - Da mercoledì è partita la corsa a chi conosce da più tempo il talento di Antonio Vergara: chi lo segue dai tempi della Reggiana, chi se lo ricorda al Pro Vercelli, chi lo segue dai tempi della Primavera, chi lo conosceva già in fasce. Tutti sul carro. Tutto bello, ma a lanciarlo nel calcio che conta è stato Antonio Conte. Del talento cristallino, delle qualità palla al piede di Vergara, nessuno aveva dubbi. Il calciatore made in Frattaminore - da poco 23 anni - è seguito da quando brillava nella Primavera della SSC Napoli e ed è stato giustamente elogiato ed esaltato nel corso dei due ritiri estivi in prima squadra degli ultimi anni (2023 con Rudi Garcia e 2025 con Conte, uno dei migliori in ritiro). Mancava solo il campo, quello vero.

Exploit Vergara: l'analisi del momento

Condizionato dalla rottura del crociato, Antonio Vergara in questi anni è sempre stato coccolato dal Napoli, seguito da vicino da chi sa di avere un talento fra le mani. Convocandolo anche negli ultimi ritiri (tranne nel 2024, quando fu lasciato in prestito alla Reggiana post-infortunio). Certo, il calcio italiano fa più fatica a lanciare i giovani prodotti dei propri vivai (ce l'ha confessato amaramente lo stesso Antonio a microfoni spenti, nel corso dell'intervista a Riyad, ma ce l'aveva col sistema calcio italiano, non di certo con Conte o lo staff azzurro).

Antonio Vergara esulta in Napoli-Fiorentina

Ma negli ultimi giorni la narrazione dell'exploit di Antonio Vergara stona inevitabilmente con la realtà: il suo exploit più che un errore appare come un'intuizione. Di Conte, di lanciarlo al momento giusto dopo sei mesi di "cura-Conte" in allenamento e allenandosi con una rosa fortissima; di Vergara, che ha intuito di poter avere spazio nel suo Napoli ed ha spinto forte sull'acceleratore, soprattutto dimostrando grande solidità mentale (non s'è fatto certo venire i capogiri dalla ghiotta occasione ma è stato lucido, cinico e spietato nel cogliere la sua chance); del Napoli, che prima della Supercoppa ne valutava la possibile cessione in prestito (magari su richiesta di calciatore ed entourage) a gennaio, ma che poi ci ha puntato con decisione.

Non è un segreto infatti che mentre il Napoli era a Riyad c'erano diverse sirene sul futuro di Antonio Vergara. In quel momento però il talento di Frattaminore era necessario in rosa, visto che risultava essere l'unica alternativa a McTominay-Lobotka: non vi erano altri centrocampisti a disposizione. Insomma, l'avremmo potuto vedere (e col Cagliari in Coppa Italia, con un assist l'abbiamo visto) più spesso in mediana che in attacco. Poi Neres-Politano danno forfait, Noa Lang va via e Vergara viene dirottato nel ruolo a lui più congeniale: fra le linee fra centrocampo e attacco. Lui che è abile ad allargarsi, lo faceva alla Reggiana, ma anche a venire a giocare dentro al campo sulla trequarti avversaria con non poco successo.

Veniamo ad Antonio Conte: la scorsa estate è stato il tecnico a decidere per la sua permanenza in rosa. E non per un altro (l'ennesimo) prestito. Bene in ritiro aveva fatto anche Hasa, ad esempio, ma solo su Vergara il tecnico azzurro ha posto il veto alla cessione: un anno in questa rosa lo farà sicuramente crescere e maturare. In mentalità, ma anche nel fisico: a guardare la tenuta fisica che ha raggiunto Vergara, per quanto il ragazzo sia sempre stato impeccabile nella preparazione atletica, è evidente la crescita fisica e muscolare. Che poi era anche l'unico dubbio che si portava indietro in questi anni: riuscirà a reggere botta col calcio dei grandi, vista la sua fisicità? La risposta, dal Chelsea alla Fiorentina, sembra piuttosto evidente. Come i meriti di Conte nell'averlo fatto crescere in questi mesi. Con un pizzico di fortuna nell'averlo lanciato solo al momento giusto, in piena emergenza sì ma con coraggio. Perché poi nell'Italia che oggi tanto strilla a gran voce l'utilizzo dei giovani italiani (23 anni, mica tanto) alla Vergara, bastan due partite sbagliate per bocciare ragazzi come lui. Il resto sono chiacchiere da bar.

Vergara oggi e Antonio in ritiro in estate
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