"Gli arbitri non devono più stare nella FIGC". De Laurentiis ha visto la situazione in Europa?

09.11.2021
11:10
Redazione

Arbitri italiani in difficoltà

Arbitri, che passione! Non per tutti, ma sicuramente per quelli che adocchiano al microscopio ogni sfaccettatura delle decisioni domenica dopo domenica. Finendo per essere quasi travolti dalle differenze nel metro di giudizio, con polemiche a non finire che derivano dal fischio o non fischio dell’arbitro che ogni giornata si presenta sul terreno di gioco. In Serie A, purtroppo, non sta girando nel verso giusto per i fischietti.

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Lo spunto arriva dall’edizione odierna di Repubblica, che scrive:

“Più difficile da spiegare è la difformità di giudizio. Motivo per cui tutti o quasi i dirigenti italiani hanno fatto squillare i telefoni dei vertici arbitrali. In questa stagione sono stati fischiati troppi rigori: da fine ottobre il numero è sceso, ma fino a quel momento la media era di un rigore in più a giornata rispetto alla scorsa stagione. I giovani però sono più predisposti degli “anziani” a seguire la direttiva: basta “rigorini””

Gli arbitri in Europa

Come sono posizionati ed inquadrati contrattualmente gli arbitri nei cinque grandi campionati d’Europa?

  • In Serie A l’Associazione Italiana Arbitri è una delle sette componenti della FIGC, e gli arbitri non svolgono full-time la loro mansione. Guadagnano una parte fissa in relazione alla loro esperienza, più un pagamento per ogni partita in cui vengono designati.
     
  • In Premier League esiste il PGMOL, il Professional Game Match Officials Limited, l'organismo responsabile degli ufficiali di gara nel calcio professionistico inglese: è una joint venture gestita senza fini di lucro da Football Association, la Premier League e la English Football League. Il ruolo è quello di fornire arbitri e assistenti per
    le partite delle più importanti competizioni calcistiche nazionali. Sono assunti dalla PGMOL con contratti a tempo pieno.
     
  • In Bundesliga non esiste una associazione arbitrale, sono organicamente inquadrati dentro la Federazione calcistica federale. Gli arbitri della Bundesliga non sono dipendenti DFB a tempo pieno, ma hanno anche un altro lavoro. Ricevono uno stipendio base, che varia a seconda dell'esperienza e del fatto che siano internazionali o meno, e ricevono anche un compenso per ogni partita che arbitrano.
     
  • Nella Liga gli arbitri sono ufficialmente professionisti dallo scorso giugno, sono contrattualizzati dalla Federazione spagnola e non possono svolgere parallelamente altri lavori.
     
  • Nella Ligue 1 esiste il SAFE (Il sindacato degli arbitri di calcio d'élite), creata nel 2006, che riunisce gli arbitri che fischiano nella Lega di calcio professionistica del campionato francese, da cui sono pagati.

La posizione di De Laurentiis

Per sapere cosa pensi il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, tra le tante dichiarazioni di questi ultimi anni, basta tornare ad una intervista rilasciata a Repubblica nel maggio del 2018:

“Il Var sarà il salvavita del calcio, ma dev'essere utilizzato in modo diverso. In cabina di regia non dovrebbero andare degli altri arbitri: piuttosto dei tecnici da formare ad hoc. Gli arbitri non devono più stare nella Figc, andrebbero assunti come dei liberi professionisti dalla Lega e se sbagliano per tre volte di fila essere sospesi. Il loro è un ruolo super partes, invece pretendono pure il diritto di voto in Federazione, per schierarsi da una parte oppure dall'altra"

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