Il Napoli può multare ed escludere Lukaku? Sì, ma con limiti. La posizione del club e di Romelu
Il comunicato diffuso dalla SSC Napoli in merito alla mancata presentazione di Romelu Lukaku alla ripresa degli allenamenti apre a una serie di riflessioni giuridiche rilevanti, soprattutto alla luce del Contratto Collettivo dei calciatori professionisti in Italia.
Secondo quanto previsto dagli accordi tra FIGC, Lega Serie A e Associazione Italiana Calciatori, il calciatore è tenuto a rispettare precisi obblighi contrattuali. Tra questi rientra la partecipazione alle convocazioni ufficiali e agli allenamenti stabiliti dalla società. La mancata risposta a una convocazione, se priva di giustificazione valida, può configurare un inadempimento contrattuale e, nei casi più gravi, un’assenza ingiustificata.
In questo contesto, la posizione espressa dal Napoli appare formalmente corretta. Il riferimento agli “opportuni provvedimenti disciplinari” richiama infatti il sistema sanzionatorio previsto dal contratto collettivo, che contempla una gamma di misure progressive:
- ammonizione
- multa (fino a una percentuale dello stipendio mensile)
- esclusione temporanea dagli allenamenti o dalla prima squadra
Nei casi più estremi, è persino possibile arrivare alla risoluzione del contratto per giusta causa. Queste sanzioni non possono essere applicate in modo arbitrario: la società è tenuta a rispettare una procedura precisa, che prevede la contestazione formale dell’addebito e la possibilità per il calciatore di esercitare il proprio diritto di difesa.
Più delicata è invece la parte del comunicato in cui si fa riferimento alla possibile esclusione del giocatore dal gruppo squadra “a tempo indeterminato”. Il contratto collettivo tutela infatti il calciatore da forme di emarginazione non giustificate. Il Napoli può disporre esclusioni temporanee per motivi tecnici o disciplinari, ma un allontanamento prolungato e senza una chiara motivazione rischia di essere considerato illegittimo. In tal caso, il giocatore potrebbe ricorrere al collegio arbitrale o alla FIGC.
La parte finale del comunicato, in cui si accenna alla valutazione sulla “prosecuzione dell’attività del calciatore”, lascia aperti diversi scenari.
- Rientro disciplinato, ovvero Romelu Lukaku torna dopo eventuale sanzione
- Rottura del rapporto, quindi una possibile cessione a fine stagione oppure una risoluzione contrattuale (ma servirebbeuna giusta causa forte)
Nel complesso, il comunicato del SSC Napoli risulta costruito con attenzione: fermo nei toni, prudente sul piano giuridico. La società sembra voler tutelare la propria posizione, mantenendo aperte tutte le opzioni senza esporsi a contestazioni immediate. Dal punto di vista del diritto sportivo se l’assenza di Romelu Lukaku è ingiustificata, il Napoli ha titolo per sanzionarlo. Però le misure più drastiche (come esclusione prolungata o rottura del contratto) devono rispettare: proporzionalità, procedura disciplinare e tutele previste dal contratto collettivo. Insomma Napoli legittimato ad agire, ma con margini limitati e dovendosi muoversi con attenzione per evitare contenziosi.
