Il più grande rimpianto degli ultimi anni? Inler 'schiavo' di un numero per quattro stagioni, ma c'è un ultimo 'regalo'

16.08.2015
09:00
Redazione
Si può definire Gokhan Inler uno dei più grandi rimpianti della storia recente della SSC Napoli? Dando uno sguardo indietro nel tempo, forse sì: Gokhan è uno dei calciatori che ha reso meno rispetto alle tante, troppe, aspettative che erano riposte in lui. Già al suo arrivo, per la vagonata di milioni spesi dal Napoli per strapparlo all'Udinese, tanti si aspettavano un rendimento quantomeno uguale a quello offerto in bianconero: a partire da quel gol al San Paolo, senza esultanza, che stroncò qualche velleità di scudetto da parte degli azzurri. 

Eppure, con la maglia del Napoli, Gokhan Inler non ha mai totalmente brillato: prigioniero di due moduli, il 3-4-2-1 di Walter Mazzarri che prediligeva due mediani in grado di sradicare miriadi di palloni dai piedi avversari (dote non certo tra le principali di Inler), ed il 4-2-3-1 di Rafa Benitez che necessitava di due centrocampisti dai polmoni d'acciaio e rapidi di gambe (anche questa dote non certo tra le principali di Inler).

Il 'turco-napoletano', come si autodefinì, è rimasto più o meno vittima della stessa 'sindrome' che ha colpito anche Miguel Britos. Calciatori 'schiavi' dei costi d'acquisto: fossero stati pagati la metà, non avrebbero 'deluso' così tanto. Invece no, uno pagato tra i 16 ed i 18 milioni e l'altro tra gli 8 ed i 9. Impossibile per la piazza napoletana, amorevole quanto esigente, avere pazienza quando il rendimento di questi due giocatori non è stato all'altezza.

Quattro anni pieni, 166 presenze e 13 gol tra cui un paio di siluri da Champions tra Villarreal e Chelsea. Buoni ricordi e prestazioni rivedibili, tra conclusioni da fuori area e chiusure mai effettuate sugli inserimenti e le percussioni avversarie. Dell'avventura di Gokhan Inler al Napoli restano diversi rimpianti, tra cui quello di non averlo mai potuto vedere in un centrocampo a tre che forse avrebbe potuto farlo rendere meglio. Ma vabbè, bisogna cercare sempre di prendere il meglio dal peggio: quei sette milioni, più due di bonus, che il Napoli dovrebbe ottenere dal Leicester per un calciatore in scadenza di contratto sono oro puro: l'ultimo regalo di Gokhan ad una città, e ad una squadra, a cui ha voluto bene ed è stato ricambiato.

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