26.02.2017
17:45
Redazione

Pelillo... nell'uovo - Il Napoli borghese del San Paolo...

Crollo casalingo più che inatteso. Brutta sconfitta interna per gli uomini di Sarri. E siamo a due in tre gare. Persi ancora punti al San Paolo. L'Atalanta mostra di meritare quella classifica. Il gruppo di Gasperini è giovane, valido ed ha fame. Il Napoli non c'è in campo con la testa giusta sin da subito. Le traverse di Insigne e Mertens non devono creare false illusioni. La squadra ha reagito con orgoglio soltanto dopo il raddoppio di Caldara. Da quel momento in poi si è visto vincere qualche duello anche in maglia bianca. Troppo tardi e troppo poco. Qualcosa non ha funzionato e il silenzio stampa, diventato ormai una triste abitudine per la ditta partenopea, non permette analisi opportune. Bocche cucite, Castel Volturno blindata dai tempi di Mazzarri e tifosi che sono, così, chiamati solo a cacciare soldi senza doverci capire nulla. Ma il nodo resta il campo. Iniziato un ciclo con una sconfitta assordante. Gli azzurri devono guardarsi alle spalle anche dall'Atalanta che fa sul serio ed è affamata. Il Napoli ha un problema di approccio nelle gare casalinghe dall'inizio dell'anno solare. E la difficoltà viene fuori contro squadre di scarso blasone che si presentano a Fuorigrotta. Le prestazioni contro Pescara e Samp non sono state lontane da Palermo e Atalanta. Questo Napoli non morde le caviglie dalla trasferta di San Siro. Il discorso è ampio, riguarda probabilmente gli stimoli. Evidentemente alla squadra interessa poco arrivare seconda o terza. Il piatto, forse, non stuzzica. In campo erano in troppi con la testa poco concentrata per parlare di scelte. Insigne è l'unico a metterci vivacità. Troppa gente con le tasche al sicuro e la pancia piena di partecipare e basta? La reazione della squadra alle parole dell'amministratore sono durate giusto per una gara. E questo sarebbe l'orgoglio ferito di gente che ha fame e voglia di vincere le partite? Vedremo...

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